La Traviata diventa atto unico per avvicinare all’opera giovani e nuovo pubblico

Al Ridotto del Verdi la presentazione del progetto seguita dall’esibizione del soprano Yulia Merkudinova, del tenore Brayan Avila Martinez e del baritono Jure Počkaj  

Patrizia Ferialdi
Gli interpreti della Traviata in atto unico
Gli interpreti della Traviata in atto unico

La magnifica Sala de Sabata al Ridotto del Teatro Verdi in un pomeriggio di tarda primavera è diventata accogliente salotto per melomani e neofiti di tutte le età, invitati alla presentazione del nuovo format delle opere in un atto, prima di lasciare spazio alla musica e alla “Storia della Traviata”, in questi giorni in scena proprio al Ridotto per la regia di Andrea Stanisci e la direzione musicale di Stefano Furini. L’incontro ha avuto luogo nel pomeriggio di giovedì 21 maggio, presenti il sovrintendente Giuliano Polo, il direttore artistico Valerio Vicari, il regista Andrea Stanisci e il maestro Stefano Furini. Nel ribadire l’intensa attività di educazione musicale che il Teatro Verdi svolge a favore della città, Giuliano Polo ha ribadito come «si cerca di far crescere e portare avanti molte iniziative importanti volte a catturare un pubblico nuovo e anche portare bambini e ragazzi in una sala come il Ridotto, che favorisce la vicinanza con gli interpreti». 

Accanto ai titoli di tradizione che verranno proposti nel format riassuntivo dell’atto unico, Polo ha ribadito l’attenzione posta dal teatro nel commissionare lavori nuovi a compositori contemporanei così come obiettivo primario è quello di trovare e supportare giovani interpreti. Anche Valerio Vicari, nel sottolineare la lunga esperienza del Verdi nell’attività educativa rivolta ai più giovani, ha posto l’accento sul fatto che ridurre un capolavoro non significa banalizzarlo, al contrario va trattato e realizzato con la stessa cura applicata alle opere che si danno in sala principale, e questo coinvolge in primo luogo i cantanti impiegati in queste produzioni. “Allo scopo di trovare nuove voci e giovani cantanti disposti a mettersi in gioco abbiamo fatto delle audizioni pubbliche – ha detto Vicari – e questo è sicuramente un segnale di apertura del teatro. Inoltre l’aver commissionato la trascrizione e nuova orchestrazione di Traviata a un compositore come Emanuele Stracchi testimonia la volontà di coinvolgere compositori altrettanto giovani come gli interpreti, garantendo una semplificazione dell’opera, rispettosa e mai banale.” Anche Andrea Stanisci ha ribadito l’importanza di questa iniziativa, rivelando di aver avuto carta bianca sull’impostazione del lavoro e di aver trovato interpreti straordinariamente disponibili nell’abbandonare gli stereotipi e disposti a mettersi in gioco con entusiasmo così come Stefano Furini ha sottolineato il bello di lavorare con i giovani e di contribuire allo sviluppo della loro carriera. Quindi le parole hanno ceduto il passo al canto e, accompagnati dall’Orchestra della Fondazione in versione cameristica, Yulia Merkudinova soprano, Brayan Avila Martinez tenore e Jure Počkaj baritono hanno emozionato i presenti con le loro voci, sapientemente intrecciate dalla narrazione in prosa della brava Daniela Gattorno. Applausi convinti e gran finale con brindisi beneaugurale in terrazza

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