Una montagna di sabbia (finta) sul palco del Rossetti per il Principe d’Egitto

Prime indiscrezioni sull’allestimento del musical faraonico che debutterà al Rossetti di Trieste il 14 maggio. Colloquio con il regista Bellone 

Sara Del Sal

Musica e parole sulla sabbia per un viaggio fuori dal tempo. Manca ormai un mese al debutto, in anteprima al Politeama Rossetti, di una nuova produzione italiana: “Il Principe d’Egitto, il musical” e iniziano a trapelare i primi dettagli su quella che sarà la terza opera “faraonica” che nasce proprio nel capoluogo giuliano per la regia di Federico Bellone. Per fare da sfondo a una trama che parla di perdono, dopo avere presentato il cast, si sta lavorando, oltre che alle scene e ai costumi, alla preparazione di materiali che genereranno nello spettatore l’illusione di trovarsi di fronte a un palco ricoperto di sabbia. La finzione, tipica del mondo teatrale, consente così di evitare di saccheggiare le spiagge per ricreare l’atmosfera dell’antico Egitto in cui è ambientata la storia che è stata narrata in un film d’animazione della DreamWorks e che ora arriva in scena in Italia prodotto da Broadway Italia.

«Siamo in procinto di iniziare l’allestimento, che si concluderà con le prove tecniche che faremo proprio a Trieste, dove lo spettacolo debutterà in anteprima dal 14 al 17 maggio - spiega il regista -. Sono gli stessi passaggi che abbiamo fatto anche con “The phantom of the Opera”. Trieste è il posto in cui preferisco debuttare in Italia. Il Rossetti è il teatro in cui c’è la più alta qualità degli spettacoli che vanno in scena grazie anche all’attività di controllo e all’accuratezza delle scelte che vengono messe in atto da persone come il direttore organizzativo Stefano Curti, che mantiene alta la qualità».

Il regista del Principe d'Egitto Federico Bellone
Il regista del Principe d'Egitto Federico Bellone

Il principe d’Egitto, che porterà in scena un cast di oltre 50 persone a cui si aggiunge l’orchestra che suonerà la partitura dal vivo, «fu un cartone animato di una potenza indescrivibile con le sue grandiose scene di massa e la grandiosità della sua musica che è davvero sublime. Una storia di fede e comunità sullo sfondo di un Egitto imponente visto attraverso gli occhi di tutta la famiglia che io - rivela Bellone -cercherò di narrare ispirandomi più al film d’animazione che al musical messo in scena nel West End».

 

Attualmente a Madrid dove sta completando la regia della nuova produzione del musical “La Famiglia Addams”, Bellone sta conquistando palcoscenici sempre più lontani. «Contemporaneamente nella capitale spagnola ho in scena anche altri spettacoli come “Il fantasma dell’Opera”, “Cabaret” e “Houdini” - rivela - che è in scena anche a Città del Messico e prossimamente potrebbe arrivare anche l’ingaggio per la regia di un allestimento a San Paolo in Brasile». A questo si aggiunge uno spettacolo in scena a New York, sempre musical, che si basa sulla vera storia di Gino Bartali, campione di ciclismo che ha salvato centinaia di vite durante la seconda guerra mondiale, e non manca l’Inghilterra, con “Dirty Dancing”, attualmente in Uk tour ma in apertura a Londra il prossimo ottobre: in tutto questo si inserisce la produzione italiana de “Il principe d’Egitto”.

Una scena del Fantasma dell'Opera a Trieste di cui Bellone ha curato la regia
Una scena del Fantasma dell'Opera a Trieste di cui Bellone ha curato la regia

«Sembrano tanti lavori ma in realtà molti sono spettacoli che vengono ripresi e portati in scena - spiega Bellone -. Se penso al “Fantasma dell’opera”, io lo ho immaginato la prima volta nel 2023, quando ha debuttato a Trieste con artisti come Ramin Karimloo e Bradley Jaden, quindi oggi per Madrid e per Città del Messico si tratta soprattutto di controllare e gestire l’allestimento. Questo consente ai registi di potersi dedicare alla creazione di nuovi titoli. Vediamo aumentare il numero delle produzioni che firmiamo ma riusciamo a seguire tutto con la massima cura grazie anche a dei collaboratori attenti e preparati».

Dal 2023 a oggi, Bellone si sta continuamente spostando in giro per un mondo in continuo cambiamento. «Per poter seguire i lavori, chi lavora nel mondo dello spettacolo potrebbe avere delle difficoltà a lavorare in Medio Oriente o nei paesi dell’Est del mondo - conclude - ma io, non lavorando in quelle aree, al momento non ho avuto grandi ripercussioni. Continuo a viaggiare anche se con un cuore meno leggero». —

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