Trieste, nella mostra “Botannica tirannica” dove le piante nascono dall’Intelligenza artificiale
Al Museo Sartorio le opere di Giselle Beiguelman inaugurano gli eventi in calendario per la bella stagione

TRIESTE. L'arte contemporanea e futuribile espressa attraverso la natura è protagonista al Museo Sartorio in una mostra dal fascino sottile, che indaga il rapporto tra botanica classica e scienza moderna, sovvertendo gli schemi e le definizioni correnti per suggerire, attraverso innovazione tecnologica e metodologica, paradosso e metafora, un nuovo ordine espresso in forma virtuale. Deus ex machina è l’intelligenza artificiale, che suggerisce e allude a una natura che in realtà non c’è, ma è generata appunto artificialmente.
L’esposizione, intitolata “Botannica tirannica”- dove la doppia enne non è un refuso ma una ripetizione voluta -, si è inaugurata al Museo Sartorio che, con il suo ampio e antico giardino, rappresenta il luogo ideale per una tale dissertazione. A presentare l’esposizione (aperta fino all'8 ottobre, da giovedì a domenica, ore 10–17/ ingresso gratuito/ info: 040-6759321), ideata da Giselle Beiguelman (San Paolo del Brasile, 1962), artista, docente alla Facoltà di Architettura e Urbanistica della sua città, pioniera di arte digitale e internet, l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo Giorgio Rossi che, dopo aver sottolineato l’aumentato flusso dei visitatori rispetto al 2019 pre Covid, ha annunciato che prossimamente il giardino del Sartorio, grazie a opportuni interventi, risorgerà a nuova vita.
Giancarlo Carena della Cooperativa Sociale Agricola Monte San Pantaleone, che ha curato e realizzato la mostra su progetto di Gabriele Pitacco e curatela di Ilana Feldman, ha ricordato la passione di Giovanni Guglielmo Sartorio per il giardinaggio e annunciato che il 19 maggio Beiguelman sarà a Trieste per visite guidate e come relatrice a “Rose libri musica e vino”. Presenti anche Andreina Contessa, direttrice Museo storico e Parco del Castello di Miramare, Judith Moura de Oliveira, Console Onorario del Brasile, Stefano Bianchi responsabile dei Musei Storici e Artistici - al quale si deve il coordinamento generale della mostra, il cui allestimento è stato coordinato da Francesca Avignone e Michela Messina con Lucia Raspaolo - e Damir Murcović presidente della Comunità Croata di Trieste.
La rassegna, che apre una serie di importanti appuntamenti, propone 25 stampe digitali di piante non esistenti in realtà, ma prodotte dall'intelligenza artificiale come quella dell’Ebreo errante, risultato di una combinazione di tutte le specie di piante così denominate in varie lingue. Le foto più semplici sono disposte al primo piano, le più complesse e aggressive al secondo. La rassegna, commissionata nel 2022 dal Museo Ebraico di San Paolo in Brasile, spazia tra diversi media per indagare il rapporto tra scienza egemonica, botanica classica e l'immaginario colonialista storicamente presente nelle forme di dominio della natura. Utilizzando l'intelligenza artificiale per incrociare e abbinare varie specie con nomi dispregiativi, le immagini formano una sorta di genealogia scientifica del pregiudizio, simbolizzata anche ne “Il giardino della Resilienza” da vere piante suddivise nelle sezioni “Neri e Mori”, “Donne”, “Ebrei”, “Imperialismo”, “LGBT”, “Zingari”.
In un giardino che potremmo definire post-naturale nascono così ibridi, piante contemporaneamente possibili e inventate, vere e false. Contro le forze tassonomiche, i binarismi imposti e le identità fisse, la mostra fa rivivere peregrinazioni e tradizioni del nomadismo per riconoscere le piante, in particolare le “erbacce”, come forme di vita resistenti e resilienti. Una rassegna resa dinamica da video scanditi dai rumori registrati su Marte, da una grafica che esula dal codice consueto dell'uniformità del carattere tipografico in ossequio a un concetto di libertà compositiva che nel senso più lato caratterizza l’esposizione. Com’è sottolineato anche dall'ultima delle scritte al neon che la vivacizzano, in cui Beiguelman si chiede appunto: “E quello che rimane fuori dal modello?”.
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