Trionfa Drago Jan›ar al Silone: il suo “Stanotte l’ho vista” viene premiato oggi

Finalmente arriva un premio dall’Italia per Drago Jan›ar. Lo scrittore sloveno di Maribor, che vive a Lubiana, ha vinto il Premio internazionale Silone, che gli viene assegnato oggi a Pescina. E nel...
sterle trieste drago jancar scrittore sloveno lubiana
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Finalmente arriva un premio dall’Italia per Drago Jan›ar. Lo scrittore sloveno di Maribor, che vive a Lubiana, ha vinto il Premio internazionale Silone, che gli viene assegnato oggi a Pescina. E nel trionfo di una delle più importanti voci della letteratura slovena c’è anche il merito della casa editrice triestina Comunicarte che ha pubblicato il suo romanzo “Stanotte l’ho vista”. E della traduttrice Veronika Brecelj, docente al Liceo linguistico France Prešeren, che oltre a curare l’ottima versione italiana del romanzo, nel 2006 aveva già pubblicato la raccolta di racconti “L’allievo di Joyce”. Con alcuni veri gioielli letterari scritti da Jan›ar

Nato a Maribor, figlio di un partigiano, all’inizio degli anni settanta, da studente dell’Università, è stato capo redattore del giornale studentesco “Katedra”. E proprio in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli critici contro il regime comunista ha dovuto lasciare l’incarico. Nel 1974 è stato accusato di «diffusione di propaganda ostile» per aver introdotto in Jugoslavia un volume sul massacro dei domobranci, che aveva comperato nella vicina Carinzia austriaca. Condannato a un anno di reclusione, è stato rilasciato dopo tre mesi.

Arruolato lo stesso anno nell'esercito jugoslavo e mandato a prestare servizio in Serbia, è rimasto vittima di sistematici maltrattamenti da parte dei superiori, a causa del suo status di "sovversivo". Tornato in Slovenia, ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Non riuscendo a pubblicare i suoi libri, ha iniziato a lavorare al quotidiano di Maribor “Vecer”, dove non poteva scrivere articoli ed era assegnato a lavori amministrativi.

Alla fine degli anni Settanta si è trasferito a Lubiana, dove ha lavorato come sceneggiatore e aiuto regista in alcune produzioni cinematografiche. A Lubiana ha è stato in contatto con numerosi dissidenti politici, tra i quali il poeta Edvard Kocbek e il filosofo Ivan Urbancic.

Oltre ai racconti “L’allievo di Joyce”, in italiano sono usciti il romanzo “Il ronzio”, tradotto da Roberto Dapit per la casa editrice Forum di Udine, e “Aurora boreale” nella versione di Darja Betocchi e Enrico Lenaz.

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