La Variante di Lüneburg torna in scena: quattro date per l’omaggio a Maurensig e Milva

Lo spettacolo debutta a Gorizia e fa tappa a Gradisca, Cormons e Azzano X: «Una versione più intima, tra musica e memoria»

 

Alex Pessotto

Quattro rappresentazioni. Per ora. Perché, altre richieste future, non si possono certo escludere. La prima sarà mercoledì, alle 20.45, al teatro Verdi di Gorizia. Quindi, il giorno successivo, alle 21, lo spettacolo approderà al Nuovo teatro comunale di Gradisca, ma lo si potrà applaudire anche, con inizio alla stessa ora, il 20 gennaio al teatro comunale di Cormons e il 23 dello stesso mese al teatro Mascherini di Azzano X. L’ingresso è libero, prenotabile nei rispettivi botteghini.

La variante di Lüneburg torna così sul palcoscenico. Il debutto nella città isontina, dove hanno la sede gli a.ArtistiAssociati che firmano la produzione, non deve meravigliare: il progetto era partito proprio dal Verdi, nel 2007, per concludersi nel 2011, al Piccolo teatro di Milano dopo un’ottantina di repliche. Goriziano era anche l’autore della Variante, Paolo Maurensig, scomparso a Udine nel 2021, pochi giorni dopo Milva, che, della messinscena, era la protagonista assieme a Walter Mramor. A lui la parola.

Com’era scattata l’idea della prima Variante?

«Il progetto era nato nel 2006, a Gorizia, da Valter Sivilotti, da Silvan Kerševan, direttore del centro sloveno di educazione musicale Emil Komel scomparso da qualche anno, e da me. Voleva essere un omaggio a Paolo Maurensig, un progetto ispirato a un romanzo di successo internazionale: La variante di Lüneburg. Lo spettacolo, oltre a quella di Milva e di me, prevedeva anche la presenza di orchestra e coro, con Sivilotti a dirigere, ma, in altre occasioni, era sostanzialmente teatrale».

Perché riprendere quella produzione firmata dai suoi a.ArtistiAssociati?

«Per due motivi. Per omaggiare Milva e Paolo, scomparsi peraltro a distanza di pochi giorni, anche se questa non è un’operazione di nostalgia: ci sembrava opportuno chiudere Go!2025 con un nostro spettacolo simbolo. Tra l’altro, la Capitale europea della cultura ci ha visto percorrere strade articolate e, per il futuro, siamo in contatto con la figlia di Milva, Martina Corgnati, che ha dato la disponibilità a ricordare la mamma con noi il 23 aprile: l’iniziativa sarà annunciata più avanti».

Che Variante sarà?

«Una Variante più intima. Poi, oltre a me, sul palco salirà un giovane attore uscito dalla fucina di BorGo live academy, il nostro spazio formativo di via Rastello messo a disposizione della città. Si chiama Kledi Dibra ed è goriziano».

Perché parla di una versione più intima?

«Perché le musiche saranno affidate al solo pianoforte. La partitura sarà sempre quella di Sivilotti, opportunamente rielaborata. Poi, ci sarà la voce della cantante Franca Drioli».

Perché la decisione di debuttare in questo periodo?

«Stiamo andando verso il Giorno della memoria e, nella Variante, Maurensig ha voluto utilizzare il gioco degli scacchi quale metafora della crudeltà umana e, in particolare, di uno dei periodi più bui della nostra storia».

A livello di testo come è cambiato lo spettacolo?

«Essendoci un altro personaggio, sul testo si è dovuto lavorare un po’, ma, nell’insieme, è rimasto quello originario».

Come ricorda Milva?

«È stata la passione della mia vita, l’artista che preferivo da sempre. Collaborare con lei è stato un onore».

E Maurensig?

«Ha rappresentato una preziosa scoperta, un uomo di grande cultura che ha dato solo a noi la possibilità di mettere in scena il suo capolavoro. Non posso che essergli grato per questo atto di fiducia».

Qual è il punto di forza dello spettacolo?

«La sua natura di fabula in musica, di racconto musicale: le note sostituiscono, amplificano la parola. Ciò fornisce una suggestione ulteriore. Il secondo punto di forza si collega all’urgenza di non perdere la memoria riguardo all’Olocausto: lo spettacolo consente di rinnovare questa urgenza».

Riproduzione riservata © Il Piccolo