Cormons si stringe nel ricordo di Guerrina e Quirin: duomo gremito per i funerali
Proclamato il lutto cittadino, con i negozi e i locali di Cormons rimasti chiusi in segno di rispetto fino alle 16

Giornata di dolore, di preghiera e di ricordo a Cormons, dove nel Duomo di Sant’Adalberto si sono svolti i funerali di Guerrina Skocaj, di 83 anni, e di Quirin Kuhnert, di 32, deceduti lo scorso 17 novembre a Brazzano a causa di una frana di fango caduta in seguito a un’alluvione.
La chiesa era stracolma di amici delle vittime e di centinaia di cittadini che non hanno voluto mancare per dare l’ultimo caloroso abbraccio a Guerrina e Quirin con un senso di vicinanza unico. Tutti uniti per manifestare il loro affetto alla fidanzata e alla mamma di Quirin, Jessica e Beatrice, al figlio di Guerrina, Mauro, e a tutti i loro cari.
Anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l’assessore Riccardo Riccardi hanno preso parte alle esequie celebrate da don Stefano Goina assieme al prefetto Ester Fedullo, al questore Luigi Di Ruscio, alla senatrice Francesca Tubetti e alla giunta comunale di Cormons al completo, guidata dal sindaco Roberto Felcaro. Tante anche le divise celesti e gialle della Protezione civile. Ma c’è un paese intero in lutto, con i negozi e i locali di Cormons chiusi in segno di rispetto fino alle 16.
La celebrazione congiunta con i due feretri, uno accanto all’altro, è stata officiata da don Stefano Goina. Il rito funebre è iniziato con l’esecuzione del brano “Santa Lucia” di Fritz Wunderlich, suonata dal maestro della corale di Brazzano e amico personale di Guerrina Skocaj, Aldo Lipone. Le letture, in italiano e in tedesco, sono state tratte dal libro di Isaia, dalle Lettere di San Paolo Apostolo ai Filippesi e dal Vangelo di Matteo. Nell’omelia il parroco don Stefano ha rinnovato l’impegno di tutti alla fede e alla speranza nella vita che non finisce con la morte.

Il parroco ha poi letto una lettera inviata dal vescovo di Gorizia, Carlo Maria Redaelli che ha espresso la sua vicinanza alla popolazione di Brazzano. Il vescovo ha ricordato anche la fotografia dove Quirin e Guerrina stavano insieme e stavano danzando. Un’immagine che ricorda le raffigurazioni nel mondo dell’arte della Danza del Paradiso e che richiama la vita eterna. La comunità di Brazzano ha espresso la sua immensa gratitudine a Quirin e a Guerrina con le parole di tanti amici che hanno condiviso i loro ricordi prima della fine della messa.
C’è chi ha messo in risalto il gesto eroico del ragazzo che è morto tentando di salvare la donna. «Quello che ha fatto Quirin è un gesto d’amore che ci dà ancora speranza e fiducia. Questo deve essere l’uomo. Quirin appartiene per sempre a Brazzano».
Parole di affetto anche per Guerrina. «In tutte le iniziative a cui partecipava il suo entusiasmo era contagioso, rendeva il clima gioviale e tutti le volevamo bene. Ci mancherà tantissimo». Quella tra Quirin e Guerrina è stata un’amicizia speciale tra chi ha sempre vissuto in paese e chi a Brazzano era arrivato e si era subito innamorato del posto, aprendo anche un negozio di alimentari in paese. Lo hanno ricordato con nostalgia i cittadini di Brazzano.
«Hanno incrociato le loro vite e quando si trovavano nella taverna di Guerrina era una babele linguistica - hanno ricordato alcuni abitanti della zona presenti ieri al funerale -. Guerrina parlava in friulano, Quirin in tedesco e si capivano parlando italiano. Con loro era un tripudio di risate e di allegria».

L’eco di quello che è successo è ancora vivo nei pensieri di tutti e c’è anche chi ha sottolineato che viviamo in un bellissimo territorio, come scriveva nei suoi versi il poeta Dolfo Zorzut, ma anche fragile. «Quest’angolo di territorio è un paradiso ma occorre anche prestare attenzione ai rischi idrogeologici che ci pone questa tragedia. Quello che è successo a Quirin e a Guerrina non deve ripetersi», l’amaro monito di altre persone presenti a Brazzano per l’ultimo saluto a Guerrina e a Quirin.
Un pensiero è stato rivolto anche a chi si è salvato quella notte, pur rimanendo ferito, l’enologo Matteo Betteto. «Gli auguriamo una pronta guarigione - così tra i presenti ieri al funerale -. Anche lui si è comportato da eroe cercando di salvare Guerrina».
La tragedia del 17 novembre
A portarsi via le loro vite, il 17 novembre scorso, è stata un’impressionante colata di fango che ha investito una porzione di via San Giorgio a Brazzano, mandando in frantumi tre abitazioni. Quirin Kuhnert aveva acquistato la casa poco più di cinque anni fa, ristrutturandola e andandoci a vivere con la compagna Jessica.
Il giorno della tragedia, dopo aver allertato i vicini, Quirin aveva tentato di mettere in salvo, assieme a un altro residente sopravvissuto per miracolo, l’anziana vicina Guerrina. Il suo gesto generoso, però, gli è costato la vita.
Chi erano le vittime
A Brazzano Guerrina Skocaj ci viveva da sempre. Quirin Kunhert, originario della Baviera, l’aveva invece eletta solo da qualche anno luogo del cuore. Ma proprio quel buen retiro ha finito per tradirlo, proprio nell’eroico tentativo di salvare la vita della sua vicina.
Tra i due era subito nato un bellissimo legame. Nato in Germania, Quirin aveva vissuto tra la Baviera e il Salisburghese, nei pressi del lago di Chiemsee. A Cormons e sul Collio aveva trascorso con la famiglia le vacanze estive negli ultimi 25 anni: da lì ha finito per innamorarsi della bellezza dei paesaggi dei luoghi e della sua gente tanto da decidere di trasferirsi qui. Cinque anni fa, quindi, aveva acquistato la casa a Brazzano vicino alla chiesa parrocchiale dove abitava con la fidanzata Jessica.
A Brazzano Quirin è riuscito a realizzare il sogno di aprire un'attività tutta sua, prendendo in gestione i locali che per oltre 60 anni avevano ospitato il negozio di ortofrutta “Toni Quarin” trasformandolo in “Buon sapore- Alimentari e panini Brazzano”.
Guerrina Skocaj prima di andare in pensione aveva invece lavorato a lungo al Cotonificio di Gorizia. Faceva ogni giorno la spola tra la casa di Brazzano, terra a cui è sempre stata legatissima, e il lavoro. Ad attenderla al rientro c’erano il marito, morto da molti anni, e il figlio Mauro che le è molto legato e la va a trovare molto spesso.
La passione di Guerrina è sempre stato il canto: faceva infatti ancora parte del coro parrocchiale di Brazzano che accompagna le messe nella chiesa di San Lorenzo, a pochi metri da dove è avvenuto il disastro.
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