Domani mattina in piazza a Gradisca l’omaggio all’Itala San Marco a vent’anni dalla promozione in serie D



Fagagna, 10 maggio 1998. Il cronometro dello spareggio fra Itala San Marco e Sacilese, chiamato a designare chi salirà nell'Olimpo della serie D, è al penultimo giro. Ancora 120 secondi e ci vorranno i calci di rigore per decidere chi, fra isontini e liventini, sbarcherà nella quarta serie, allora nota ancora come Interregionale. C'è voluto un ulteriore redde rationem, in campo neutro, per rompere un equilibrio durato 30 giornate e proseguito nella sfida decisiva, con il gradiscano Pauletto che a 7' dal tempo regolamentare riacciuffa la Sacilese passata per prima con Giust.

La tensione si taglia col coltello. I biancoblù sono aggrappati a un mantra, la loro tradizione positiva agli spareggi: l'Itala San Marco nella sua storia recente non ne ha mai perso uno. In anni bui ha salvato la pelle negli scontri salvezza con Edile Adriatica e Portuale, non può lasciarsi sfuggire quello che conduce al gradino più alto di sempre. L'allora tecnico italino, il compianto Agostino Moretto, getta nella sfida che vale una stagione un baby di belle speranze, il centrocampista Gianluca Cecotti, che a 2' dal termine indovina la rete che cambia per sempre la storia dell'Itala San Marco: i gradiscani per la prima volta accedono ad un campionato semiprofessionistico.

Vi rimarranno per un decennio, lastricando la strada per qualcosa di ancor più grande, il raggiungimento del professionismo e la favola recente che tutti ancora ricordano: una formazione isontina fra i big. Quella squadra, quella stagione sportiva marchiata 1997-1998, saranno omaggiate domani mattina alle 11 in piazza a Gradisca. L'idea della "rimpatriata degli eroi" è del presidente dell'epoca, patron Franco Bonanno, a 20 anni dal suo primo grande successo. Ha voluto invitare proprio tutti: la rosa dell'epoca, i familiari dei compianti mister Moretto, del team manager Ennio Tuni, del masseur "Remi" Deana. E ancora lo staff tecnico e i dirigenti di allora. Invitati il presidente regionale Figc Canciani, quello provinciale Quarta, il presidente del Coni Fvg Giorgio Brandolin e l'assessore allo Sport David Cernic. L'impressione è che sia solo l'inizio. «Voglio omaggiare nel nuovo anno anche altre squadre e personaggi che hanno fatto sognare Gradisca - afferma - Quella che ha vinto la D, l'Ism che dopo la rinuncia ai "pro" ha vinto, unico caso in assoluto, l'Eccellenza. Ho invitato anche Neto» brillano gli occhi a Bonanno ricordando lo Swarowski brasiliano. —



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