L’ex Dominissini e Paolo Miano oggi istruttori nelle giovanili «L’Unione merita il meglio»

la coppia presente a cormons per uno stage 

CORMONS

«Trieste ha un grande pubblico con uno stadio meraviglioso». Parola di Loris Dominissini, ex giocatore oggi tecnico che ha una particolarità non da poco: ha vestito da giocatore la maglia di tutte e quattro le squadre di club dei capoluoghi di provincia regionali, Udinese, Triestina, Pordenone e Pro Gorizia. Ma se il suo nome è legato soprattutto al club bianconero, dove è cresciuto, il suo cuore non ha dimenticato Trieste. E le sue parole, quando in questi giorni a Cormons inizia la sua nuova avventura come allenatore nella Scuola di Tecnica calcistica Miano&Cinello (che ora si chiamerà Miano-Cinello&Dominissini) ideata da altri due grandi ex del calcio regionale, dicono molto del legame che ha mantenuto con la piazza dove arrivò da ragazzo: «Giocai nella Triestina nella stagione 1980-81 – ricorda – quando arrivai per farmi le ossa dall’Udinese. In quegli anni c’era tanto entusiasmo: è una realtà, Trieste, che merita il grande calcio».

E, quasi ci fosse un sottile filo rossoalabardato tenuto vivo nel tempo dal destino, anni dopo da allenatore gli è capitato di condividere il cammino in serie A con due grandi nomi del calcio triestino: «A Como guidai in panchina una squadra che aveva in porta Alex Brunner e come centravanti Denis Godeas: li ritengo due veri e propri simboli triestini, due bravissimi ragazzi che ricordo ancora con grande piacere».

Sulla Triestina di oggi Dominissini non si sbilancia: «Auguro alla squadra di fare bene, peccato che in questo momento il calcio sia a porte chiuse, i tifosi devono poter stare vicino ai propri beniamini».

Il collega Paolo Miano (idolo a Udine, ma giocò anche nel Napoli di Maradona) assicura: «Milanese è un presidente che ha rimesso a posto le cose a Trieste, una garanzia. E poi c’è Ciccio Lodi, che è giocatore di categoria nettamente superiore» .

Il duo Dominissini-Miano in questi giorni ha rimesso piede in campo a Cormons per insegnare le proprie ampie conoscenze dal punto di vista tecnico ai bambini della Cormonese: «La nostra scuola non è affiliata alla Figc e quindi possiamo seguire un protocollo leggermente diverso, ma seguiamo tutte le disposizioni in materia di sicurezza e distanziamento: niente partitelle e contatto in campo, ma ugualmente possiamo insegnare i fondamentali e perfezionarli. Certo è che per me è un piacere vivere il calcio assieme ai ragazzi, vederli apprendere e migliorare. Speriamo che da settembre possa poi ripartire tutto normalmente», sottolinea Miano. E Dominissini aggiunge: «Io porto le mie conoscenze dal punto di vista tattico, cerchiamo di aiutare i ragazzi in modo specifico in base alle loro necessità e ai loro ruoli in campo». Un’ultima considerazione, ai due ex di Udinese e Triestina, la chiediamo sullo stato dell’arte del calcio italiano a livello proprio di giovanili: «Ci sono società – risponde Dominissini – come l’Atalanta e altre che lavorano alla grande coi ragazzi: è vero, ci sono più stranieri oggi ma è altrettanto giusto ricordare che se c’è il talento e l’impegno i risultati arrivano, e in questo penso a due predestinati come Tonali e Meret». —



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