Mihailovic nega ma sarà lui il tecnico della Samp

GENOVA. Nega, Sinisa Mihajlovic, che tra lui e la Sampdoria ci sia un qualche accordo che lo porti a sedersi sulla panchina blucerchiata in tempi più che brevi. Nega perché a poche ore dall'amichevole con la Russia di Capello in Dubai domani e con una selezione dei giornalisti il 19 novembre evidentemente è meglio non creare un clima di addio. Ma l'incontro con Tomislav Karadzic, presidente della Federazione serba, ci sarebbe stato già e, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe pure andato bene con una promessa formale da parte del presidente serbo di liberare Mihajlovic al termine della tournee. Però Sinisa nega e lo fa con un comunicato sul sito della Federcalcio Serba: «Non ho raggiunto alcun accordo con la Sampdoria. Io resto l'allenatore della Serbia. Dopo le due amichevoli, parlerò con i dirigenti della Federcalcio serba e vedremo cosa fare». Una dichiarazione che ha il sapore dello 'strokè, un gesto di cortesia che Mihajlovic non può negare alla squadra della quale è stato la guida per due anni. Il 'tipping point' quindi è fissato per il 20 novembre: la Sampdoria aspetta il tecnico serbo fino per quella data anche perché dopo 4 giorni ospita la Lazio, altra squadra di cui Mihajlovic è un grande ex, in una partita tutt'altro che facile vista la collocazione in classifica e la condizione della squadra genovese e la fame di punti dei laziali. Se per quella data Mihajlovic non sarà disposto a lasciare le Aquile bianche, la Sampdoria dovrà decidere in fretta se appellarsi a Zdenek Zeman o a Edy Reja con i quali, a quanto pare, c'è stato già un abboccamento. Certo si tratta di due tecnici dalle filosofie tecniche opposte, ma tant'è. Intanto, il 'Mugnainì sembra avvolto da una bolla protettiva: Ciccio Pedone ha diretto anche oggi l'allenamento in pomeridiana al Poggio di Bogliasco. L'attesa continua.
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