Petrucci torna al primo amore e mette la Nazionale al centro

ROMA. Gianni Petrucci torna al primo amore: la pallacanestro. Ieri l’assemblea generale della Fip lo ha rieletto presidente con il 94,78% (5.450 voti favorevoli su 5.750): un incarico già ricoperto...
Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ritratto nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione per la lotta alle sostanze illecite 'Niente doping, solo sport', a Palazzo Chigi a Roma. ANSA/CLAUDIO ONORATI/on
Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ritratto nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione per la lotta alle sostanze illecite 'Niente doping, solo sport', a Palazzo Chigi a Roma. ANSA/CLAUDIO ONORATI/on

ROMA. Gianni Petrucci torna al primo amore: la pallacanestro. Ieri l’assemblea generale della Fip lo ha rieletto presidente con il 94,78% (5.450 voti favorevoli su 5.750): un incarico già ricoperto dal 1992 al 1999, prima della lunga parentesi di 14 anni alla guida del Coni.

Succede a Dino Meneghin, che congedandosi ha ricevuto l’applauso dell’aula magna dell’Ergife Palace Hotel di Roma. «È stata un’esperienza incredibile - ha detto l’ex campione azzurro - bellissima e formativa. Sapevo che sarebbe stato difficile ma ho ricevuto tanto dalla pallacanestro e tanto ho voluto restituire. Il ruolo del presidente non si improvvisa e forse non sono stato il migliore possibile. Rivendico, però, con forza e orgoglio, la trasparenza e l’onestà intellettuale con cui ho interpretato la vita federale».

Un Meneghin che, a detta di Petrucci,«ha dato tanto al basket nel momento forse più difficile» e «che rimarrà nella federazione e la rappresenterà all’estero». Il presidente del Coni uscente domani si dimetterà e affiderà sino alle elezioni la guida dello sport italiano al vice Riccardo Agabio. Il suo futuro è nella pallacanestro. «Non sono un eroe venuto a salvarla - ha spiegato -. Assieme rilanceremo questo meraviglioso sport, che non si trova all’anno zero, ma ha bisogno solo di volontà e ottimismo».

Il suo programma è chiaro ed è incentrato attorno alla maglia azzurra che «deve essere messa al primo posto perchè non si potrà mai essere numeri uno se non si vince con la casacca del proprio Paese. Sogno - ha svelato - una Nazionale che torni a scaldare il cuore dei tifosi e che diventi soprattutto per i presidenti delle società professionistiche e per i giocatori il traguardo più prestigioso da conquistare».

L’obiettivo è ben figurare ai prossimi Europei: «Forse ci sono Nazionali più forti di noi, ma si parte sempre da zero a zero e l’Italia ha staff tecnici di primissimo piano capeggiati da Simone Pianigiani e Roberto Ricchini e con un gruppo di giocatori validissimi».

Ha voluto vicepresidente, oltre a Gaetano Laguardia, la n.1 di Cantù, Anna Cremascoli. Il nuovo consiglio federale, già dal 2 febbraio, in un’ottica di spending review, inizierà a lavorare poi al bilancio sociale, alla nascita di un centro tecnico federale in ogni regione e promuoverà gli Stati Generali del basket.

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