Ecole des Maitres, il teatro incontra l’economia

Il corso internazionale di perfezionamento, diretto quest’anno da Ivica Buljan, si confronta con Thomas Piketty
Di Roberto Canziani

UDINE. La sfida è grossa, ma grosso è anche il volume che i venti attori hanno da poco finito di leggere. Settecento pagine in cui l'economista francese Thomas Piketty discute di capitale e diseguaglianza sociale nel XXI secolo.

La sfida grossa è quella che il regista croato Ivica Buljan ha lanciato ai giovani partecipanti della 24.a edizione dell'Ecole des Maitres, corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale, in corso di svolgimento in questi giorni a Udine sotto l'egida del Css. Poi altre dieci giornate a Zagabria, e infine singole tappe a Lubiana, Roma, Coimbra e Bruxelles.

«Vorrei che provassimo a capire insieme - ha spiegato loro Buljan, quest'anno "maitre" dell'iniziativa - se un argomento a prima vista così poco teatrale, come è l'analisi economica, può essere portato in scena».

«Non mi interessa il risultato, l'esito finale - ha aggiunto - voglio scoprire se un tema così cruciale per il nostro futuro, soprattutto per quello di questi venti ragazzi che vengono da Italia, Belgio Francia, Portogallo, Croazia e Slovenia, riesce a far scattare in loro, non solo riflessioni o rabbie, ma anche procedimenti creativi. Sono curioso di scoprirlo».

In traduzioni diverse, i volumoni di Piketty sono sparsi nella sala del Teatro San Giorgio, pieni di segnalibri e sottolineature, accanto a zaini, magliette, bottigliette d'acqua, tablet e telefonini. I ragazzi sono divisi in quattro gruppi e a ciascuno è stata affidata una parte di questa sostanziosa analisi del ruolo del capitale nella recente storia umana. Sulle pareti del teatro, cartelli disegnati a pennarello sono pieni di grafici, che mettono in luce valori statistici, crescite e decrescite, l'andamento del Pil e quello della disparità economico-sociale. Uno dei gruppi sta presentando la propria idea. Petra ha 21 anni e ha studiato all'Accademia teatrale di Zagabria: aggrappata a una sedia, in un sussurro, canta "Money makes the world go round". E' il denaro che fa girare il mondo, sosteneva Liza Minnelli. Non bisogna certo aver studiato economia per saperlo. Ma dopo Marx, Minnelli e Piketty fanno da guida.

Dunque è possibile che la scienza economica sposi il teatro: un esperimento analogo era riuscito anche a Luca Ronconi. "Lo specchio del diavolo" si intitolava il testo che l'economista Giorgio Ruffolo aveva preparato per il regista che riusciva a mettere in scena qualsiasi cosa. Nel caso dell'Ecole 2015 si tratta invece di portare in palcoscenico, o in qualche spazio del teatro San Giorgio - il foyer, la galleria, tutto è ancora da decidere - una star del dibattito economico internazionale e il suo libro di maggior successo. Un best seller, considerato l'argomento.

Le improvvisazioni dei gruppi continuano e la colonna sonora moltiplica i motivi. Qualcuno propone "Money" dei Pink Floyd. Scelta azzeccata. Parte subito dopo un vecchio motivo del tramontato jugo-pop anni '80, "Gdansk in my heart", in sostegno dei lavoratori polacchi. Azzeccato anche questo. Progresso economico e diseguaglianza sociale si possono spiegare, oltre che con i grafici, con una piramide di bicchieri, lungo la quale far scorrere lo champagne dei ricchi. O come immaginava Pasolini in "Bestia da stile", Capitale e Rivoluzione possono provare a fare a botte.

Ogni gruppo ha scelto la propria strada e ne verifica la tenuta in scena. Questa sera capita l'occasione di vedere un primo risultato. Alle 20.30, è prevista al Teatro San Giorgio una lezione aperta a pubblico. Non più di cento persone (bisogna indirizzare una mail al Css per prenotarsi).

Domani l'Ecole sarà già in viaggio per Zagabria. Piketty nella valigia e un'esperienza teatrale da proseguire.

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