Max Fabiani, l’arte di vivere. E disegnare lo spazio

GORIZIA. Uno spettacolo. Una mostra. Un busto. Gorizia rende omaggio all’architetto Max Fabiani. Il grande urbanista nato 150 anni fa riuscì a unire le culture italiana, slovena e austriaca e contribuì in modo sostanziale alla ricostruzione della città progettandone il piano regolatore e numerosi palazzi. Per ricordarlo, i Comuni di Gorizia e di Nova Gorica hanno finanziato lo spettacolo “Max Fabiani-L’arte del vivere”. L’allestimento - in scena questa sera alle 20.45 sul palco del Teatro Verdi - metterà in luce, soprattutto, il particolare e felice rapporto che il Primo architetto dell'impero austroungarico e consigliere personale dell'erede al trono Francesco Ferdinando ebbe con Gorizia e con il suo territorio. Quasi a testimoniare e rendere tangibile lo spirito multiculturale dell’artista nato nel 1865 a San Daniele del Carso da una facoltosa famiglia di origini miste, la coproduzione internazionale tra il teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e l’Accademia musicale Naonis con la collaborazione della goriziana a.ArtistiAssociati si sviluppa in sloveno e in italiano presentando degli inserimenti in lingua tedesca.
Le musiche sono di Valter Sivilotti e si basano su testi dello stesso Fabiani oltre che di Srecko Kosovel, Carlo Michelstaedter e Georg Trakl. Preparatrice vocale è Franca Drioli. A interpretare il pensiero del grande architetto e il contesto storico in cui visse è la regista Neda R. Bric che si era già cimentata in un’altra coproduzione transfrontaliera di successo, quella dedicata Nora Gregor.
«Nello spettacolo su Max Fabiani - dice - la parte teatrale è importante, ma non è l’unica perché abbiamo voluto ricostruire il profilo di questo grande l’architetto soprattutto attraverso le sue parole, visto che era un pensatore vero e proprio. Al centro ci sarà l’uomo, non solo l’artista».
La regista spiega che la figura di Fabiani rappresenta allo stesso tempo l’unitarietà e la complessità del territorio e che il personaggio è stato - ed è - un emblema dell'incrocio fra diverse culture. Dopo aver studiato a Vienna riuscì in breve tempo a diventare il più rinomato architetto della monarchia asburgica. Oltre all'architettura, la sua grande passione fu l'urbanistica. Non a caso i progetti di riassetto di Lubiana e Bielsko, nell'odierna Polonia, gli valsero il dottorato all'Università tecnica di Vienna. Nel 1917 si trasferì a Gorizia dove divenne capo dell'ufficio per la ricostruzione delle località distrutte lungo il fronte isontino. Suoi sono stati i piani regolatori per Gorizia e per una novantina di altre località dell'odierna regione litoranea slovena. Lo spettacolo di questa sera sarà preceduto da due eventi.
Alle 18.30 verrà inaugurata al Trgovski dom di corso Verdi una mostra organizzata in collaborazione con l’Skgz . Alle 19.30 gli studenti del liceo artistico “Max Fabiani” scopriranno ai giardini pubblici un busto in bronzo da loro stessi realizzato.
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