Le atlete di Carole Feuerman “bellessere” più reali del vero

UDINE. Mens sana in corpore sano, dicevano i latini. E dall'antichità viene il dictat della rassegna artistica Maravee Therapy 2015, «Un'idea nata nel 2002 -racconta la curatrice Sabrina Zannier- per portare l'arte contemporanea al grande pubblico, e che ogni anno si è ingrandita con nuove locations, crescendo nei temi, in durata temporale e collaborazioni, ma rispettando sempre il territorio e i suoi artisti locali di levatura nazionale ed internazionale». Un macrotema enucleato nel corso di un triennio e declinato in tre sottotematiche annuali, che hanno finora riguardato sempre con crescente attenzione l'ambiente, il rapporto uomo/natura, e che dopo il “Corpus” dello scorso anno approda ora alla “Therapy”, «votata alla persona e al suo stato di salute, ad un benessere che si versa in “bellessere” in questa ultima tappa a Palazzo Elti di Gemona del Friuli da domani al 21 febbraio 2016». Dopo aver affrontato la terapia come cura allo stato di ossessione della società contemporanea per la ricerca di un corpo perfetto attraverso l'eccesso di dieta e sport, «in consonanza con Gemona, città da anni attenta allo sport e al benessere, abbiamo pensato di esporre appunto a Palazzo Elti, con l’inaugurazione domani, alle 18, che sarà animata dalla performance di Martina Tavano dell'Atelier EnidUDanza, della personale “Sport del Bellessere” dell'artista statunitense Carole Feuerman, annoverata tra i più rinomati e popolari artisti iperrealisti nel mondo, che si configura quale traît-d’union tra le tranches italiane del progetto tenutesi a Pordenone e al Castello di Susans a Majano e la tranche slovena che si estenderà fino a fine febbraio 2016 con la mostra Pane quotidiano prevista alla Galerija Loža di Capodistria con inaugurazione il 29 gennaio 2016, ultima mostra in calendario, con l’interpretazione del tema della salute da parte di artisti sloveni che poi passeranno il testimone allo spettacolo teatrale previsto al Gledališce Koper di Capodistria a febbraio 2016». Dopo la preview pordenonese con lo spettacolo “Il Corpo Ridisegnato. Catarsi dell’incurabile” tenutasi in agosto, e l'apertura ufficiale della rassegna il 31 ottobre al Castello di Susans di Majano (UD) con la personale sulla chirurgia estetica “Terapia dell’ibrido” dell'artista francese Orlan e quella sulla sperimentazione genetica della polacca Monika Grycko con “Genetic Lab”, la Feuerman «esalta il trionfo della sana relazione tra sport e benessere, bellezza e salute, con un'esposizione immersa nel verde per esaltare ancora una volta il connubio natura e uomo». La personale affronta il tema della salute nel concetto di sport che si fonde alla cura, intesa sia come terapia che come dedizione, finalizzata al benessere e declinata in un positivo senso del vivere abitato da rassicuranti nuotatrici e bagnanti con la pelle solcata da microscopiche goccioline di sudore. Figure di donne sportive in piena salute, dai sorrisi accennati e da occhi socchiusi che sembrano doversi aprire all'improvviso, con costumi colorati che trasmettono una gioiosa serenità estiva. Figure talmente "vive" da dare l'impressione che respirino, figlie di un'arte tattile piena di sensualità, legata a un immaginario che mescola forma e desiderio, in cui l'iperrealismo ammicca alla Pop Art arricchendola di maestria artigiana e studi sui materiali.
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