Col riso rosso nel piatto il cuore vi dirà “grazie”

Il cibo che mangiamo quotidianamente può essere la miglior cura o il peggior veleno. La principale fonte di energia della dieta dovrebbe provenire dai tanto demonizzati carboidrati, presenti in...
Di Annarita Aiuto

Il cibo che mangiamo quotidianamente può essere la miglior cura o il peggior veleno. La principale fonte di energia della dieta dovrebbe provenire dai tanto demonizzati carboidrati, presenti in misura maggiore nei cereali. Il problema è che oggi l’assunzione dei carboidrati si basa prevalentemente sul consumo di grano nella forma dei suoi derivati a noi tanto cari: pasta, pane e altri prodotti da forno, rigorosamente raffinati.

Dopo il grano, il cereale più coltivato al mondo è il riso, che troviamo con una certa frequenza nei nostri piatti, soprattutto nella sua forma bianca ovvero raffinato. Tuttavia il riso bianco, a causa dei processi di raffinazione, perde buona parte delle sue sostanze nutritive. Mentre il riso nella sua forma integrale risulta molto più nutriente. Inoltre ha un indice glicemico più basso di quello bianco cioè si trasforma più lentamente in glucosio, che va nel sangue dando un impatto migliore sulla glicemia, cioè sulla presenza di zucchero (glucosio) nel sangue.

Il fatto è che non prendiamo in considerazione che esistono più di 20 specie botaniche di riso, più di 150 varietà e circa 8000 tipi diversi classificati in base al colore, alle dimensioni e ai metodi di produzione. All’interno del grande gruppo dei cereali integrali possiamo trovare dei tipi di riso caratterizzati da un peculiare sapore. Un esempio è il riso rosso che ha un sapore intenso molto particolare, che può incontrare il gusto di molti. Contiene molte fibre, vitamine del gruppo B e sali minerali (ferro, magnesio, manganese) e sostanze antiossidanti. Secondo la Dietetica Cinese classica, che da secoli abbina il piacere del palato al potere curativo dei cibi, il riso rosso è collegato al cuore e alla circolazione sanguigna. Aiuta a calmarsi a livello psichico ed emozionale, a fluidificare il sangue e a migliorare la circolazione sanguigna. Cucinare il riso rosso è molto semplice. Dopo averlo ben sciacquato sarebbe opportuno metterlo in ammollo per un paio d’ore (fino a 8 ore, non di più). Dopodiché va scolato e tostato brevemente in una pentola a cui si aggiungerà una quantità circa tripla in volume di acqua bollente e del sale. A questo punto si copre e si abbassa il fuoco al minimo proseguendo la cottura per un tempo che varierà, a seconda del tipo di riso rosso scelto, tra i 25 e i 40 minuti, senza mai mescolare. A cottura ultimata spegnere il fuoco, lasciare raffreddare un po' e condire con dell’olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, sgranandolo con una forchetta di legno. Il riso così preparato può anche essere conservato in frigo per un paio di giorni. A questo punto si può scegliere come condirlo: si può pensare a una padellata di verdure, rigorosamente di stagione (su www.alimentazionesalutare.com una ricetta dettagliata di riso rosso con borlotti e asparagi).

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