Gli haiku di Francesca Parisi: un catalogo di maschi da manuale

di MARY B. TOLUSSO Chissà perché le donne sono spesso vocate a parlare degli uomini, pure in poesia, mentre più raramente succede il contrario. Pare insomma che l'uomo, nella sua elementare...
Di Mary B. Tolusso

di MARY B. TOLUSSO

Chissà perché le donne sono spesso vocate a parlare degli uomini, pure in poesia, mentre più raramente succede il contrario. Pare insomma che l'uomo, nella sua elementare semplicità emotiva, desti nelle femmine pensieri complicati, sospiri profondi e domande irrisolte. Eppure non c'è niente di meno confuso della comunicazione maschile: o piaci o non piaci. Anche nei temperamenti più narcisistici, ingombranti e subdoli, prima o poi i meccanismi si svelano, che sia un bisogno di conferma o che ci si trovi di fronte a un semplice Peter Pan, lo spiegava bene quel celebre film: "La verità è che non gli piaci abbastanza". Cioè, gli piacciono abbastanza le altre, ecco.

Ma le donne no. Non si rassegnano, motivate da uno spirito da crocerossina o dalla chimera dell'esclusività. È il solito tormentone che “alle donne piacciono gli stronzi”, una gara di crudeltà che in molte si prestano a praticare. C'è anche chi riesce a trattare la questione con un minimo di ironia e leggerezza. Pare il caso della triestina Francesca Parisi e del suo "Un pezzo di economia politica e amore ad appannaggio delle classi lavoratrici" (Edizioni 20090), una raccolta di scritti che, se anche vanno a capo, non sono proprio poesia, appartengono di più a pensieri epigrammatici, flash di immagini, haiku all'occidentale. Insomma quello che troviamo è un bel campionario, probabilmente di uomini conosciuti dall'autrice o, come capita spesso, figure che rispondono al resoconto delle amiche. È la stessa autrice a dircelo: "Tough guys and solid woman", un meccanismo seduttivo in cui le donne sono spesso vittime, ma anche consapevoli prime attrici. Ci ragguaglia così su cinque categorie, quelle appunto con cui le femmine intrigano il loro cuore. E sono gli Yuppies, i Cowboys, gli Ultras, i Militari e i Ripetenti. Certo gli Yuppies sono un po' stereotipati, troppo retrò con le loro spider sempre fornite di una bionda, mentre i Cowboys guadagnano punti in un immaginario che ce li fa vedere simili a quelli di Lynch, sicuramente più simpatici. In mezzo a questo calderone ci sono anche "Le Groups", le Calamity Jane, fornite di: "pistole a seno nudo", le cowgirls in cerca di un “Sexy gallo/da combattimento/sono la tua/ragazza-bersaglio”. Non male. La raccolta però merita indubbiamente anche per gli esergo, apostrofati qua e là con criterio. Tra tutti quello di Sylvia Plath chiude il cerchio: “Ogni donna adora un fascista, la scarpa in faccia, il cuore brutale di un bruto a te uguale”.

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