Nemolato, collaboratore di giustizia sul set di Sauris travolto dall’acqua

Vincenzo Nemolato è noto soprattutto per personaggi legati alla sua città d’origine, Napoli, come il Luigi Cimmaruta della pièce teatrale “Le voci di dentro” o l’Angelo Sepino della serie tv “Gomorra 2”. In questi giorni l’attore è invece sul set di “Paradise”, il primo lungometraggio di finzione del regista triestino Davide Del Degan, nei panni di un siciliano, il testimone di giustizia Calogero, spedito dal programma protezione testimoni a Sauris. E proprio nel paese carnico sono ricominciate in questi giorni le riprese del film dopo gli sconquassi del maltempo delle scorse settimane: la tempesta aveva colto il set proprio il primo giorno di riprese in Carnia. «È stato un momento complicato», racconta Del Degan. «Abbiamo visto vento, pioggia, alberi caduti, eravamo isolati come tutto il paese. Non avevamo nemmeno i contatti telefonici. Ci ha fatto impressione, ma è stato anche un momento di condivisione che ha unito il paese con il gruppo del film. Siamo riusciti a riorganizzarci, con il maltempo che imperversava anche dopo il disastro».
Nemolato, il protagonista, resterà a Sauris fino al 24 novembre con il resto del cast: Selene Caramazza, Giovanni Calcagno e gli attori sloveni Katarina Čas (già vista in “The Wolf of Wall Street” con Leonardo DiCaprio) e Branko Zavrsan (il protagonista di “Tir” di Alberto Fasulo). E racconta con entusiasmo la sfida del film: «Raccontare in chiave di commedia la storia di Calogero, un cittadino come tanti che ha assistito a un omicidio di mafia e vive un dilemma forte: denunciare e allontanarsi dalla propria famiglia per difendere i suoi valori, oppure tacere e rinunciare a se stesso?».
Calogero sceglie di schierarsi contro la mafia: cosa lo convince?
«Pur non essendo un coraggioso di natura, trova la forza di denunciare perché spera di dare a sua figlia una società migliore. Accettare di dover vivere in un mondo dove non c’è scampo è sempre difficilissimo. E un conflitto come il suo lo viviamo in misura minore tutti noi, magari per cose meno gravi».
Lei è napoletano, ma in “Paradise” parla siciliano…
«Ho sempre avuto una passione per i dialetti, ho recitato a teatro in veneto, in romanesco. Mi ha aiutato l’attore catanese Claudio Castrogiovanni, che nel film interpreta uno dei killer che mi vogliono uccidere».
Una bella occasione: spesso agli interpreti partenopei viene richiesto di interpretare solo personaggi legati alle proprie origini…
«È vero, per questo ho vissuto il mio essere napoletano come un complesso. Invece mi piacerebbe raccontare storie che non per forza riguardano la mia città. Ho studiato dizione per raggiungere una lingua “teatrale” e non quotidiana, anche quando si tratta del mio dialetto».
Nelle scorse settimane è stato anche sul set di “Martin Eden”, il nuovo film di Pietro Marcello: chi interpreta?
«È l’adattamento dell’omonimo romanzo di Jack London, riambientato in una Napoli immaginaria che diventa l’archetipo di una città portuale quasi fantasy: si parte come se fossero gli anni ’80 e ’90 e si arriva fino ai giorni nostri, dove però rimane un sapore antico. Abbiamo lavorato sui modi di dire di una Napoli anni ’80 che appartiene di più a Nino D’Angelo in ascesa piuttosto che a “Gomorra”. Io sono Joe, il miglior amico di Martin Eden interpretato da Luca Marinelli. Nella trasposizione affrontano un viaggio di vita insieme scoprendo le difficoltà delle classi più povere. È un film che riunisce idee sullo sfruttamento dei padroni sulla classe operaia, con riferimenti a “Oblomov” di Gončarov».
Lei ha girato tutto il mondo a teatro con Toni Servillo in “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo: che esperienza è stata?
«Abbiamo lavorato insieme per tre anni con più di 330 repliche in tutto il mondo. Con Toni si è instaurato un vero rapporto di maestro e allievo, anche d’amicizia. Ci siamo ritrovati nel film “Lasciati andare”: interpretavo un galeotto slavo arruolato dalla criminalità italiana. Lì, per l’accento, ho avuto come riferimento anche il linguaggio spesso buffo di Vujadin Boškov. Ora Toni e io siamo di nuovo insieme nel film “5 è il numero perfetto”, esordio del fumettista Igort». —
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