Riecco i Laidos con “La Laidada” goliardia soft, senza parolacce

TRIESTE Lo hanno già preannunciato come il “tormentone” dell’estate 2020. S'intitola “La Laidada” il brano che segna il ritorno dei Laidos, gruppo triestino di culto da tre decenni in attività, che oggi si ripresenta con un nuovo corso e una canzone che si ripromette di far ballare tutti. Prima al Carnevale di Muggia, dove verrà presentata in anteprima oggi alle 16 in piazza Marconi e poi sulle spiagge del litorale triestino. “La Laidada” è infatti un ballo di gruppo, rigorosamente in dialetto triestino, che definiscono "divertentissimo e per tutte le età". Con tanto di video-tutorial - già postato su Youtube e sulla pagina facebook ufficiale, dove si trovano anche cd e gadget - per imparare i movimenti da seguire. A crearlo, appositamente, è stata la danzatrice e performer giuliana Cristiana Fusillo.
«È la prima volta che proponiamo un ballo - conferma lo storico frontman GiulyAno, al secolo Giuliano Surz - ed è anche il primo brano senza parolacce». I Laidos hanno fatto da sempre della goliardia la loro cifra. Altro caposaldo delle produzioni “laide”, tramandate di generazione in generazione, l’utilizzo del dialetto. «Con questo brano – aggiunge Edy Meola, che oltre a suonare tastiere, flauto e sax e arrangiare i brani cura la direzione artistica del progetto “Laidos 2.0” – si apre un nuovo corso, che segna un rinnovo attraverso un modo un po’ diverso di fare goliardia».
Nella loro nuova versione, i Laidos appaiono infatti in abiti ecclesiastici, addirittura angelici. «Non ci siamo mai posti confini, né di generi né di altra natura – riprende Surz – e in questo siamo sempre stati abbastanza liberi. Il filo conduttore era e rimane però il dialetto. E, naturalmente, il far sorridere». Dopo la presentazione del nuovo ballo, i Laidos hanno in programma una serie di concerti, il prossimo dei quali si terrà il 5 marzo alle 21 alla pizzeria ristorante “L’Abbuffata”, nel corso dei quali ci sarà comunque spazio per i cavalli di battaglia, riproposti in versione riarrangiata per la nuova formazione e contenuti anche nel recente cd, “Laidos Can Bec”, uscito dopo tre anni di silenzio.
«Dal vivo proporremo le canzoni storiche e, al centro, ci sarà “La Laidada”, il primo esempio della nuova goliardia marchiata Laidos. Il nuovo filone – spiega Meola - si lega a un genere nel quale vanto la maggiore esperienza, maturata con la Witz Orchestra. Oggi le parolacce sono comuni: in tv e perfino in Parlamento. I Laidos invece sono da sempre in controtendenza e quindi oggi guardano a una goliardia più raffinata». Dopo il tutorial, la band sta lavorando a una versione ufficiale del video, con la collaborazione di Mario Feroce, regista triestino allievo di Ermanno Olmi. Uscirà prima in edizione invernale e quindi in un’ambientazione estiva, girata in varie location. Il gruppo attualmente è formato dalle due colonne portanti Giuliano Surz, voce e Uto Macor, basso, affiancati dai nuovi elementi Max Felice alla batteria, Mick Rocco alla chitarra, Giuliana Zidaric, cantante/attrice ed Edy Meola. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








