Gli Ufo atterrano ancora Trieste a caccia di artisti creativi

Fino al 30 aprile il bando regionale per le Residenze d’arte non identificate Marcela Serli con la Contrada lancia il progetto “Ecologia e cittadinanza”

Roberto Canziani

«È come se l'architetto Carl Junker, mentre lavorava al progetto e alla costruzione del castello di Miramare, avesse avuto un pubblico alle sue spalle. Spettatori, che ne osservavano il processo creativo». La spiega così, Marcela Serli, la sua idea di residenza.

Residenza teatrale è un termine entrato da poco nel vocabolario di chi si interessa di teatro, anche da semplice spettatore.

Residenza è il permanere di un artista o di un gruppo di artisti, in una città, in un territorio, per una settimana o due, ed è lo scambio che essi hanno con quanti abitano quel luogo.

Tre sono i progetti di Residenza teatrale che la Regione ha finanziato per il triennio 2018-2020. Uno a Udine (governato dal Css), uno a Gorizia (con la tutela di Artisti Associati) e uno a Trieste, dove Marcela Serli, attrice, regista, progettista, e il Teatro La Contrada si sono uniti per un'ambiziosa proposta che idealmente getta un ponte tra artisti e cittadini.

Si chiama "Ufo" questa iniziativa, e sta per "residenze d'arte non identificate". Avviato nel 2018, il progetto si è poi espanso e ha calamitato ancora più interesse nel 2019. Nel 2020 Ufo si sarebbe dovuto svolgere a giugno, in concomitanza con Esof, l'Open Forum scientifico internazionale.

L'emergenza ci ha però abituati a riprogrammare eventi, date, occasioni. Così, nella convinzione che alla fine di questa estate il peggio sarà passato, e in parallelo con la riprogrammazione di Esof (tra il 2 e il 6 settembre), anche le attività di Ufo troveranno altre date. A cominciare, se tutto va bene, dalla fine di agosto.

Finora è stato lanciato un bando pubblico: una "call" che chiama a raccolta artisti under 35, i quali vogliano condividere il proprio processo creativo, farlo uscire dal chiuso di studi e atelier, metterlo sotto gli occhi di una comunità di cittadini che crede ancora nel potere benevolo dell'arte. La scadenza del bando (consultabile sul sito del Teatro La Contrada) è il 30 aprile 2020.

Il bilancio delle due edizioni passate è davvero positivo. Ci attende la sfida della terza, che vogliamo dedicare a un tema avvincente: ecologia e cittadinanza» ricorda Livia Amabilino, presidente della Contrada. E viene facile rammentare assieme a lei il lavoro di quegli artisti in residenza che, grazie alle tecniche di video-mapping, hanno raccontato nelle scorse edizioni la storia architettonica e istituzionale dell'Ateneo triestino, partendo dalla facciata bianca dell'edificio di Monte Valerio, trasformato in display per colossali proiezioni.

Oppure l'invito rivolto alla popolazione ad attraversare a piedi i sentieri e la storia botanica del parco di Miramare. Fino alla porticina e al passaggio, per molti segreto (ma è la famosa "scala di Dirac"), che congiunge quel luogo storico con le più avanzate frontiere scientifiche. La scala ha portato i "camminatori" direttamente nelle aule dell'Ictp, il think tank internazionale di fisica teorica ospitato a Grignano.

E si potrebbero ancora ricordare le iniziative che Ufo ha sviluppato nei saloni della Sissa, sotto Monte Radio, oppure nel parco di San Giovanni.

Umanesimo e scienza trovano un punto di incontro, fisico, concreto: è la città, sono i suoi abitanti» spiega Serli, che del progetto Ufo è ideatrice artistica. «L'arte ha il privilegio dell'imprevedibilità. Il fatto stesso di non poter prevede quasi nulla, in questo momento di emergenza, è la sfida che Ufo lancia ai giovani artisti. Siate coraggiosi. Guardate avanti. Fateci vedere come create».

E conclude: «Immaginate che il giorno in cui Picasso dipinse Guernica - e Guernica non fu dipinta in un giorno solo, ma in due mesi - ci fosse un pubblico ad assistere. Sarebbe stato bello». —

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