“La Fattoria delle fiabe”, storie e disegni per aiutare i bimbi a sconfiggere la paura del virus

TRIESTE. L’incanto delle fiabe per narrare il disagio del momento e per coinvolgere i bambini sul piano della creatività. È il progetto ideato dalla triestina Anna Manzari, realizzato in collaborazione con Marina Hu, Valeria Carlomagno, Pamela di Gennaro e Maryam Akhmad, approdato in questi giorni in rete con il titolo “La Fattoria delle fiabe. Le avventure del Duca Viro Coròn, del professor Pandemius e della professoressa Guariscilla”.
Si tratta di una saga narrativa ambientata nella surreale Virlandia, la terra dove poter studiare e capire l’evolversi e la trasmissione del Covid 19. È un’iniziativa concepita per i più piccoli, ma dedicata anche a genitori e insegnanti, che hanno il delicato compito di stare accanto ai bambini in questo momento.
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La missione della “Fattoria delle fiabe” si affaccia a questa platea, contempla oltre una ventina di episodi e si struttura in due filoni: la genesi del virus e quanto gli scienziati stanno provando a fare per debellarlo. Insomma, la realtà e la speranza.
Temi racchiusi in toni fiabeschi e trasmessi in prosa e illustrazioni attraverso i social network, sia su Facebook (facebook.com/FattoriaFiabe/) che su Instagram (instagram.com/lafattoriadellefiabe), dove vengono postati anche dei videoracconti a beneficio dei bimbi che non hanno ancora imparato a leggere. «Mi ero resa conto che in questa emergenza forse i bambini erano messi in disparte – sottolinea Anna Manzari, l’ideatrice del progetto –. Ho pensato allora a qualcosa che potesse coinvolgerli, renderli partecipi delle problematiche del momento, ovviamente con i toni e i modi più giusti e adatti alla loro giovane età».
All’appello lanciato dalle ideatrici del progetto hanno subito risposto in molti. In particolare, tra i primi, gli alunni della classe 5° B della scuola primaria “Luigi Mauro” di via dei Cunicoli, a San Giavanni, guidata dalle insegnanti Elisabetta Bossi e Federica Nacini.
Qui gli alunni si stanno dando da fare a fianco del “Professor Pandemius”, fornendo disegni e interpretazioni del virus, regolarmente postati in rete: «Vogliamo coinvolgerli ancor di più – afferma Anna Manzari –. Lasceremo “aperti” alcuni episodi e saranno i bimbi a completarli, esprimendo liberamente interiorità e paure. Chiederemo inoltre come gradirebbero sostituirsi per un giorno ai genitori sul piano dell’organizzazione della casa e cosa farebbero al posto del sindaco per rassicurare la cittadinanza». Il progetto punta ad andare avanti anche oltre al periodo della quarantena. Le ideatrici intendono infatti tradurlo in un libro cartaceo e poi in una sorta di allestimento teatrale, anch’esso a favore delle scuole.
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