L’artista Bernardi immagina “Fulcrum” audace città sott’acqua

TRIESTE
«Immaginate il posto nel quale siete ora ma a quattordici metri di profondità sott’acqua: una sala conferenze, noi seduti a discutere vestiti di tutto punto e respirando naturalmente, senza bisogno di strumenti accessori che consentano, sotto il livello del mare, i normali gesti che siamo abituati a compiere sulla terraferma. È possibile: accade dentro Fulcrum».
A parlare è Gianfranco Bernardi, appassionato sommozzatore e presidente dell’associazione Atlantis Mouxoum, artista fuori dagli schemi noto per le sue mostre e installazioni sommerse di dipinti nonché ideatore dell’innovativo progetto. Ospite alla sala Baroncini delle Assicurazioni Generali all’incontro organizzato nell’ambito dei Pomeriggi culturali dell’associazione femminile Fidapa, il pittore e progettista ha esposto al pubblico l’ambiziosa proposta, unica al mondo nel suo genere. «Una cittadella subacquea, scientifica e turistica a un tempo - continua Bernardi - costruita a ridosso della Diga Vecchia con una serie di strade e edifici sommersi ed ancorati al fondale marino. Il tutto a una profondità di sicurezza, entro un’area interdetta alla navigazione e senza il minimo impatto ambientale: la struttura sarà infatti pressoché invisibile dalla terraferma».
Secondo i piani Fulcrum potrebbe portare fino a 20 mila turisti l’anno, attratti dai laboratori scientifici e dalle installazioni ricettive, e disporre di un sistema di immersione adatto a chiunque, persino ai disabili, e fruibile fin da subito. Una proiezione in 3D presentata dall’architetto Diego Pertoldi ha chiarito i dettagli del progetto: Fulcrum sarà raggiungibile grazie a collegamenti via mare – prolungando la tratta del traghetto già in uso per i clienti dello stabilimento balneare sito sulla Diga Vecchia -, via terra con un allacciamento a ponte e anche via cielo, grazie all’utilizzo di nuovissimi aeroplani idrovolanti. Dall’area di servizio, attracco per imbarcazioni e accoglimento sulla diga, si accederà alla zona subacquea strutturata secondo un triangolo equilatero. Ai tre vertici e al centro, le principali opere architettoniche: la torre di discesa per l’immersione, un enorme cilindro in cemento armato nel quale sarà creato un percorso per l’ingresso e l’uscita; immediatamente sottostante un primo laboratorio di ricerca. In corrispondenza del vertice a est, una chiesa subacquea intitolata alla Madonna del Mare utilizzabile per cerimonie, funzioni e matrimoni. Al centro un grande edificio semisferico contenente due piani di laboratori e centri scientifici e, a ovest, la ricostruzione di un relitto sommerso che ospiterà percorsi tematici e riproduzioni di vecchi galeoni e navi liberty.
Altre tre costruzioni, due torri e una piramide, consentiranno la naturale formazione di aree adatte alla riproduzione delle biodiversità marine: uno degli obiettivi del progetto è infatti la tutela dell’ambiente e delle sue creature. «All’interno di ciascuna struttura sarà possibile respirare grazie alla “bolla d’aria” mantenuta al loro interno – spiega Bernardi – ogni sezione sarà raggiungibile con un’apposita tuta per immersione oppure grazie a dei piccoli sommergibili». Il costo? Il preventivo parla di 4 milioni e 600 mila euro, già richiesti a livello locale o sotto forma di fondi europei e in gran parte “già pronti” da parte di diversi enti di tipo privato. A fronte dei dettagliati studi, sopralluoghi sul fondo e studi nei particolari sia dei materiali da utilizzare che dei problemi idrostatici e geologici, Bernardi sottolinea come si tratti «di un’opportunità assolutamente fattibile e accessibile, che potrebbe diventare un potentissimo motore per Trieste, le sue attività turistiche, subacquee e la sua economia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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