Tergestea, trattative di vendita Valenzin deve passare la mano

Situazione pesante in una delle più antiche e importanti case di spedizione del Nord Adriatico Gli oltre 30 dipendenti non avrebbero ricevuto l’ultimo stipendio. Silenzio dall’azienda
Lasorte Trieste 20/02/14 - Prefettura, Tavolo per la Sicurezza in Porto, Guido Valenzin
Lasorte Trieste 20/02/14 - Prefettura, Tavolo per la Sicurezza in Porto, Guido Valenzin

Acque agitate e dipendenti con il fiato sospeso alla Tergestea, una delle più antiche e importanti case di spedizione del Nord Adriatico. Da mesi è in atto una trattativa al termine della quale Guido Valenzin, erede di terza generazione della famiglia proprietaria dell’azienda, punta a cedere il controllo della società chiudendo così un capitolo aperto da suo nonno nel lontano 1939. Un brutto colpo, perlomeno dal punto di vista simbolico, per tutta l’economia che gira attorno al porto. Un paio di mesi fa Valenzin, che da lungo tempo non risponde alle chiamate dei giornalisti, ha rassegnato le sue dimissioni da presidente dell’Astra, l’Associazione degli spedizionieri del porto, carica che deteneva da sei anni a dimostrazione del prestigio della sua azienda di cui però avrebbe affermato di non essere più a capo. È stato sostituito al vertice della categoria da Stefano Visintin, contitolare e amministratore di Ro-ro tranship. Da allora la situazione economico-finanziaria di Tergestea sembra essersi ulteriormente degradata e l’intera categoria si sta ponendo una serie di interrogativi. «Ma nessuna comunicazione da parte di Tergestea ci è stata fatta», afferma Visintin e Renato Kneipp (Filt-Cgil) rileva che esistono soltanto le voci cosiddette di banchina che parlano di situazione pesante e di possibili passaggi di mano «perché - precisa - all’interno non mi risulta vi sia alcun rappresentante delle principali sigle sindacali».

Qualcosa però trapela, come il fatto particolarmente allarmante e grave che l’ultimo stipendio non sarebbe stato corrisposto agli oltre trenta dipendenti, mentre qualcuno di loro, fiutando da mesi l’aria pesante, avrebbe già dato le dimissioni. Sul sito web della società si legge: «Attenzione, per un guasto alla linea telefonica i nostri numeri di telefono non sono raggiungibili. Preghiamo di utilizzare i seguenti numeri di cellulare». Ne sono riportati ben dieci, ma ieri, sabato, quasi tutti risultavano staccati o davano il segnale di occupato. Si è comunque saputo che nella settimana entrante sarebbe fissato un ulteriore confronto che potrebbe portare al passaggio di quote e alla nomina del nuovo amministratore che voci sempre più insistenti indicherebbero in Giuseppe Correro. Quanto a Valenzin, in ditta ultimamente lo si vedrebbe molto di rado. Un ultimo brutto colpo lo ha subito a febbraio con l’infortunio costato la vita a un magazziniere della ditta, Valerio Colarich, travolto e ucciso all’hangar 58 dal crollo di una pila di sacchi di caffè. Valenzin, rappresentante legale della società, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, atto giuridicamente dovuto. Qualche tempo prima aveva dovuto traslocare da Porto Vecchio per fare spazio al progetto di Portocittà. «Abbiamo dovuto liberare un capannone da 7mila metri quadrati pieno di alluminio e zinco quotati in Borsa, allestire un nuovo magazzino e pagare il trasporto con 800 camion: una spesa di molte centinaia di migliaia di euro», si era lamentato in uno dei suoi ultimi contatti con il Piccolo. Ma anni prima, nel 2001, aveva dovuto già fare un primo trasloco per fare spazio a Greensisam. Probabilmente anche queste spese hanno pesato sui bilanci e fatto imboccare una china discendente alla società dopo decenni di successi. «Nel 1972 - viene sottolineato sul sito web - viene ultimata a Trieste la costruzione di un magazzino dedicato esclusivamente al deposito di caffè: è il primo investimento del genere effettuato da un privato all’interno del Punto franco». Tergestea organizza anche lo stoccaggio e la distribuzione su tutto il territorio nazionale di prodotti alimentari, in particolare zucchero, sbarcati in porto. Accade proprio nel periodo, fine Anni Settanta, in cui entra in società Guido Valenzin.

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