Il Tribunale dà ragione ai fratelli Ladini

La sentenza emessa a Spalato riconosce tutti i crediti della società La Distributrice che ammontano a 5 milioni di euro

SPALATO. Anche se la sentenza non è ancora definitiva, quanto deciso di recente dal giudice Velimir Vukovi„ del Tribunale commerciale di Spalato costituisce una grossa vittoria per i fratelli Gianfranco e Livio Ladini di Trieste, proprietari dell’impresa La Distributrice, a sua volta titolare della Dalmatinka Nova, lo stabilimento tessile di Sinj, località alle spalle di Spalato.

Dopo anni di battaglie a colpi di carta bollata e le lettere inviate dai Ladini alle massime autorità croate, italiane e dell’Unione europea, il tribunale spalatino ha finalmente emesso il verdetto i cui si riconoscono tutti i crediti della Distributrice, per complessivi 44 milioni e mezzo di kune, che al cambio fanno 5 milioni e 800 mila euro, crediti che riguardano la fornitura delle merci alla Dalmatinka Nova. Una sentenza che conferma inoltre totalmente le ragioni dei due imprenditori italiani, al centro di una lunga, complicata e penosa vicenda, che li aveva visto perdere decine di milioni di euro per il capitale sociale, le sopraddette forniture non pagate, l’esproprio della fabbrica e dei macchinari.

Vistisi attaccati e criticati da più parti – quivi compresa la stampa dalmata – i Ladini avevano dovuto anche chiedere un risarcimento alla Repubblica di Croazia, pari a 30 milioni di euro, somma riguardante i danni diretti e indiretti patiti a causa della Dalmatinka (fabbrica produzione fili), stabilimento acquistato nel 2002 e finito sotto processo fallimentare nel 2009. Proprio quell’anno l’allora curatore fallimentare non riconobbe i crediti dei Ladini, parlando di prescrizione.

Il giudice Vukovi„ ha invece ribaltato tale verdetto, rilevando che per le leggi italiane la prescrizione matura dopo dieci anni e non dopo cinque anni, come era stato invece valutato in un primo momento per la Dalmatinka dalle autorità giudiziarie croate. Nel caso dei Ladini non possono far testo i provvedimenti croati, questo il giudizio del magistrato spalatino, trattandosi di investimento d’oltreconfine.

Da quanto è dato sapere, Dalmatinka Nova ricorrerà in appello contro la sentenza del Tribunale commerciale. A prescindere dall’esito finale, 200 ex dipendenti della Dalmatinka hanno da tempo chiesto il ritorno dei Ladini a Sinj, certi che nella fabbrica si possa riavviare la produzione, naturalmente con i macchinari che ora risultano colpiti da ordine di esproprio. L’avvocato Tomislav Krka, che ha la delega della Distributrice, ha dichiarato che si dovrebbe convocare l’assemblea dei creditori della Dalmatinka Nova, in cui riconoscere le spettanze della Distributrice, assegnandole il ruolo centrale nel processo fallimentare che dura ormai da cinque anni. «I fratelli Ladini sono interessati a fare ritorno a Sinj – ha concluso Krka – dove potrebbero dare impiego a circa 300 persone, personale bastevole per uno stabilimento come quello nell’entroterra dalmata».

Dalla Distributrice è stato fatto sapere che il verdetto ripaga gli sforzi fatti per arrivare alla verità ed è stato notificato alle massime autorità istituzionali di Croazia e Italia, con l’intento di arrivare in tempi rapidi ad una soluzione amichevole, non solo per le merci fornite ma anche per l’espropriazione.

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