Tassisti e negozianti:"Non chiudete le vie Mazzini e Imbriani"

Tassisti sul piede di guerra contro la chiusura al traffico di via Mazzini. La categoria, unita, sta organizzando per le prossime settimane una raccolta di firme per invitare l'amministrazione comunale a fare un passo indietro, a cambiare idea. «A noi - spiega Mauro De Tela, presidente della cooperativa Radio Taxi Trieste, la realtà che riunisce il maggior numero di tassisti - era stato promesso che la chiusura di via Mazzini sarebbe avvenuta in concomitanza con la trasformazione di corso Italia in corsia preferenziale in entrambi i sensi di marcia. Invece, senza che nessuno ci abbia convocato o ci abbia chiesto un parere in merito, siamo venuti a conoscenza dai mezzi di informazione della decisione del Comune di chiuderla già dal prossimo giugno: una follia. Con questo sistema corso Italia si riempirà anche dei mezzi che scaricano la merce - continua il presidente - e l'ingorgo durante la settimana sarà peggiore di quello al quale assistiamo ora il sabato e la domenica. Senza contare il caos che si scatenerà con gli autobus in via Valdirivo».
A breve i tassisti comunicheranno le modalità con cui i cittadini contrari alla pedonalizzazione di via Mazzini potranno sottoscrivere la petizione promossa dalla categoria. Per ora è certo che si potrà sottoscrivere rivolgendosi a tutti i tassisti, sia salendo su un taxi sia rivolgendosi a una delle vetture ferme agli appositi parcheggi.
Alcuni negozianti di via Mazzini e via Imbriani hanno già confermato la disponibilità a esporre i moduli per la raccolta firme. Perché a lamentarsi non sono solo i tassisti ma anche diversi commercianti, specialmente quelli sistemati nella parte alta della via. «Il sabato, da quando hanno introdotto la chiusura - dichiara Emanuela Rossetti, titolare del negozio Braccobaldo - è diventato la giornata peggiore delle settimana. La via è deserta, lo stop a taxi e bus ci isola. Le pedonalizzazioni si fanno in modo serio con pavimentazione e arredi, altrimenti il progetto non ha senso». Fanno eco i commercianti di via Imbriani. «L'idea è stata assurda - spiega Michele Lionetti dell'omonima pasticceria casalinga - io con la chiusura al sabato e alla domenica ho dimezzato le entrate del fine settimana, perdo quasi mille euro a weekend. Spero il Comune cambi idea».
«Il fatto che lo scorso fine settimana causa il maltempo abbiano deciso di riaprire Mazzini e Imbriani - osserva De Tela e come lui gli altri tassisti - è la riprova che con quelle strade aperte il traffico è più scorrevole. Hanno smentito così le loro convinzioni e le loro tesi». «Il sabato qui ora c'è il deserto - assicura la titolare di un negozio di abbigliamento sistemato nella parte alta di via Mazzini - è diventata la giornata peggiore della settimana, è un'agonia».
«Ci tengo a tranquillizzare i tassisti, - interviene Elena Marchigiani, assessore comunale all'Urbanistica - non è stata presa ancora alcuna decisione definitiva e ora, dopo la prova della chiusura al sabato e domenica, riapriremo un confronto per valutare la situazione e studiare soluzioni migliorative. E loro in questo contesto restano tra i nostri interlocutori primari».
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