Il prefetto: «Al Cie i profughi non coperti da convenzione»

Zappalorto: «A Gradisca possono essere ospitati in sale riscaldate, pulite e dotate anche di lavatrice». L’on. Pellegrino (Sel) preoccupata per il futuro dei lavoratori
Bumbaca Gorizia 07.03.2015 Gradisca On.Pellegrino visita CARA Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 07.03.2015 Gradisca On.Pellegrino visita CARA Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GRADISCA. «Vorrei agire se non con il consenso almeno con l’accordo dei sindaci. Ma ribadisco che oggi come oggi il posto più adatto a ospitare i profughi fuori convenzione è la rinnovata struttura dell’ex Cie di Gradisca». Il prefetto Vittorio Zappalorto pronuncia queste parole, pacatamente, dopo la visita di ieri al Cara-Cie dove, accompagnata dall’onorevole di Sel Serena Pellegrino, un troupe della trasmissione Piazza pulita (La7) ha registrato riprese e interviste agli ospiti. Sono 231 in totale secondo la prefettura, 202 al Cara e gli altri negli stanzoni del Cie. «Sono sale riscaldate, pulite, dotati di confort anche di lavatrice - spiega il prefetto - non vedo perché per una mera questione ideologica non si debba utilizzare questa struttura appena rinnovata con un intervento da 900mila euro. Potremmo in tal modo dare un tetto alla sessantina di ospiti che oggi non hanno una copertura. Intervistati da L7 sono stati proprio alcuni ragazzi a dire che qui si trovano bene».

Affermazioni che ovviamente provocheranno nuove reazioni. Ancora il prefetto: «Attendo la scadenza del 18 marzo del bando con cui i Comuni possono manifestare l’interesse a provvedere all’ospitalità dei profughi. Se nessuno si farà vivo andrò direttamente a trattare con i privati».

L’onorevole Pellegrino a margine della visita di ieri si è occupata del futuro dei lavoratori della Connecting People. Ha voluto chiarire la prospettiva in cui collocare correttamente la situazione dei 70 lavoratori della Connecting People, in particolare per quel che riguarda il loro incerto futuro lavorativo.

«Ipotizziamo - ha detto la parlamentare di Sinistra ecologia e libertà - che da domani nessuno commetta più reati, le carceri non servirebbero più e sarebbero tutte chiuse: perderemmo dei posti di lavoro. Come ci si può augurare che debbano esistere dei delinquenti per poter preservare posti di lavoro? Come possiamo volere la permanenza di un Cie per assicurare un reddito?».

Pellegrino ha quindi parlato della questione relativa alle retribuzioni: «Di fronte a lavoratori che non ricevono gli stipendi e per i quali viene precluso l’utilizzo della clausola di salvaguardia, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, si coordinino affinché lo Stato sociale realizzi il massimo risultato ed eviti conflitti al limiti del “cannibalismo”.

«L’orientamento - prosegue Pellegrino - è quello di coinvolgere sempre di più gli enti locali nella gestione dei profughi che richiedono asilo, lasciando allo Stato la primissima accoglienza e le misure di soccorso nelle emergenze. Tutti, a tutti i livelli, operino per generare lavoro sano nel costruire un sistema di accoglienza e integrazione degno di un paese civile, che certamente non produrrebbe quell’interessante indotto legato ad affari illeciti».

Ma è la presenza dei profughi al di fuori della convezione quello che determina lo stato di emergenza a Gorizia. E la soluzione proposta dal prefetto, di ospitare i richiedenti asilo a Gradisca rappresenta quella più praticabile. Si eliminerebbe il sovraffollamento delle strutture della Caritas del capoluogo isontino e farebbe sparire bivachi e giacigli estemporanea apparsi nei giorni scorsi al Parco della Rimebranza.

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