Addio al partigiano Bacicchi, senatore del Pci

Metalmeccanico ai cantieri, eletto in Regione e tre volte consecutive a Roma. Al vertice dell’Anpi per 24 anni
Altran Mf-svastiche,casa Bacicchi
Altran Mf-svastiche,casa Bacicchi

Si è spento ieri alle 12, all’ospedale di San Polo, Silvano Bacicchi, all’età di 91 anni. Con Bacicchi Monfalcone e il suo territorio isontino perdono una figura storica di spicco, una delle personalità più illustri cui la città dei cantieri ha dato i natali. La vita di Bacicchi è stata contrassegnata dalla coerenza e dal grande impegno, all’insegna del vecchio Pci che abbracciò dal 1944. Fu anche partigiano della Brigata Garibaldi Trieste e della Brigata Fratelli Fontanot, nonchè tre volte eletto senatore, a partire dal 25 maggio 1972 e ininterrottamente fino all’11 luglio 1983. Prodigò profondo e incessante impegno, inoltre, nell’Anpi, per la quale rivestì l’incarico di presidente della sezione di Gorizia a partire dal 1985, incarico lasciato nel 2009, dopo ben ventiquattro anni di guida. Fu quindi nominato presidente onorario dell’Anpi provinciale. Bacicchi nacque il 25 maggio 1923 a Panzano. Finite le medie inferiori nel 1937, entrò in cantiere come apprendista meccanico. All’età di 18 anni ricoprì la professione di tornitore. Partì quindi per la leva, prima in servizio a Pola e poi a Livorno, dove lo colse l’armistizio. Si sottrasse alla cattura dei tedeschi e rientrò a Monfalcone. Nel febbraio del 1938 rientrò in cantiere, mobilitato nel lavoro obbligatorio. Fu partigiano dal luglio del 1944, e nel giugno del 1945 fu congedato con il grado di vicecommissario del II Battaglione.

Nel 1948 fu segretario del Partito comunista italiano di Monfalcone. Fu sostenitore della costituzione della Regione Friuli Venezia Giulia e della sua autonomia, tanto da diventare consigliere regionale proprio in seno al primo Consiglio. Entrò anche alla Camera dei deputati. E successivamente scelse il Senato, dove fu dunque riconfermato per tre volte, nell’ambito della VI Legislatura, dal 25 maggio 1972 al 4 luglio 1976, quindi la VII Legislatura, dal 5 luglio 1976 al 19 giugno 1979, e, infine, la VIII Legislatura, dal 20 giugno 1979 all’11 luglio 1983.

Bacicchi fu inoltre membro di diverse commissioni, come quella permanente al Bilancio, la commissione speciale per il terremoto del Friuli Venezia Giulia e la commissione per la ricostruzione del Friuli e del Veneto, nonchè vicepresidente della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. E, ancora, tra gli altri impegni, fu membro della commissione per il parere sugli accordi di Osimo. Bacicchi fu un uomo sempre in prima fila quando si trattava di sostenere i principi e i diritti sanciti dalla Costituzione. Nel ’46 fu colpito da mandato di cattura per non aver obbedito all’ordine di revocare uno sciopero: fu costretto a ripiegare nella zona B, a Capodistria, per sfuggire all’arresto. Si ricordano anche i vivaci scontri nell’ambito del Cominform (1948) e, avendo preso posizione a favore della risoluzione, fuggì in barca a vela da Pirano a Grado. Fu l’uomo della ricostruzione, a lui infatti si devono i primi provvedimenti legislativi di emergenza per risollevare il Friuli dal terremoto del 1976.

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