«Pressing su Roma a tutela del Porto franco»

«L’Autorità portuale non perderà tempo perché ritiene il Porto franco di Trieste fondamentale per le strategie future. Non perderemo tempo per sensibilizzare Roma, né per supportare eventuali modifiche legislative (nell’ambito della riforma dei porti, ndr). Non mancheremo di portare avanti le nostre prerogative». Parole del commissario dell’Autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino, ieri al termine della presentazione dello studio “Il Porto franco di Trieste spiegato agli imprenditori” e della consegna dello stesso al vertice Apt da parte del presidente camerale Antonio Paoletti, il tutto ospitato alla Torre del Lloyd. L’elaborato è stato realizzato dallo studio legale associato Zunarelli, peraltro consulente del ministero, per conto di Camera di commercio e Comitato Lloyd 170, quest’ultimo guidato da Emanuele Lo Nigro, spedizioniere di lungo corso e già segretario dell’Associazione porto franco internazionale (che sette anni or sono presentò ricorso al Tar del Lazio contro la variante del Piano regolatore che ammette attività di cosiddetta portualità allargata in Porto vecchio). In via von Bruck, dunque, si è visto Paoletti seduto fianco a fianco a D’Agostino. Scena che probabilmente in pochi sino a qualche mese fa avrebbero immaginato di poter vedere quantomeno così presto, tenuto conto dell’asse che si creato fra il numero uno della Cciaa e Marina Monassi nella gestione precedente dell’Apt.
Illustrati i contenuti del documento, l’avvocato Alberto Pasino dello studio Zunarelli ha chiuso con tre suggerimenti all’Apt per valorizzare appieno le potenzialità delle zone franche: «Stabilire l’organizzazione amministrativa per la gestione dei punti franchi come previsto dalla legge 84 del 1994, vigilare affinché il progetto di riforma della portualità italiana sia compatibile con l’obbligo di attuare le prerogative del Porto Franco di Trieste e infine stabilire disciplinari operativi per coordinare i rispettivi interventi nei vari processi di movimentazione delle merci, di programmazione dei controlli e di concessione di aree e banchine». «Accetto le tre indicazioni», ha ribattuto D’Agostino non prima di aver rilevato come l’attualità consegni al settore della portualità «un momento strategico, con l’emendamento Russo sulla sdemanializzazione di Porto vecchio» e «la riforma sui porti» in elaborazione a Roma. A proposito, l’impegno dell’Apt sarà di «sensibilizzare chi a livello romano sta operando su questa riforma, vigilando affinché nella razionalizzazione delle Authority non ci si dimentichi del Porto franco di Trieste». Nella nuova geografia delle Autorità portuali italiane, il ministero dei Trasporti ha individuato in quella del Nord Adriatico un soggetto unico che vada a inglobare Venezia, Ancona, Ravenna e appunto Trieste. Soluzione che D’Agostino ha già bocciato, definendola «impraticabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








