A Veglia si cerca l’acqua: partono le trivellazioni

VEGLIA. Cercasi acqua, disperatamente. Sull’esempio arrivato settimane fa da Abbazia, dove le ricerche riguardano l’acqua potabile, nell’isola quarnerina di Veglia sono cominciate le trivellazioni che hanno per obiettivo il rinvenimento del prezioso liquido da utilizzare nell’agricoltura.
Il Comune di Veglia ha stanziato 100 mila kune (circa 13 mila euro), per la prima fase dei lavori di ricerca idrica nei campi di Chimpi e Castello, aree di diverse decine di ettari e ricche di colture, dove l’ irrigazione artificiale consentirebbe agli agricoltori di compiere il tanto atteso salto di qualità.
Le prime prospezioni hanno avuto luogo lo scorso mese di maggio e hanno dato esiti incoraggianti, che vanno però confermati. Nei giorni scorsi è cominciata la trivellazione in zona Chimpi, che vedrà i macchinari della ditta specializzata zagabrese Geomin arrivare fino ad una profondità di 70 metri.
É lì che si spera di rinvenire la falda imbrifera in grado di abbeverare un’estesa porzione di terra vegliota. Le ricerche idrologiche avvengono in una zona situata a 60 metri sul livello del mare, con le trivellazioni che dovrebbero dunque andare fino a circa 10 metri sotto la superficie marina. Da qui il dubbio degli esperti (in caso di rinvenimento) legato alla qualità dell’acqua che in futuro andrebbe ad irrigare i due citati e fertili campi. Se dovessero esserci risultati importanti, è possibile che gli agricoltori isolani possano beneficiare di consistenti quantitativi e a prezzi imbattibili.
Si parla di 8 lipe (circa 1 centesimo di euro) al metro cubo. Per gli esperti l’acqua che zampilla a pochi metri dall’edificio dove ha sede l’amministrazione comunale, dovrebbe arrivare proprio da Chimpi. L’altro giorno a visitare il cantiere a nome della municipalità di Veglia è stato Igor Hrast, dettosi fiducioso sull’esito delle trivellazioni: «I nostri agricoltori hanno fin qui registrato risultati più che discreti, ma sono sempre penalizzati dalla mancanza a Veglia di quantitativi sufficienti d’acqua.
Se questo progetto dovesse centrare l’obiettivo che ci siamo posti, sarà sicuramente candidato all’ottenimento dei mezzi messi a disposizione dall’Unione europea». A detta di Hrast, l’irrigazione delle due zone agricole potrà essere realizzata non solo grazie all’acqua proveniente dalle viscere della terra, ma anche grazie alla depurazione delle acque di scolo. É pianificata infatti la ricostruzione del sistema fognario di diversi centri abitati, come quelli di Monte di Veglia, Valle di Fane e Villa del Vescovo, che comprenderà pure la sistemazione di un depuratore.
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