Nuove attrezzature al San Polo

In una fase di riorganizzazione che richiede nuovi sacrifici alla sanità monfalconese, il supporto, concreto, della comunità rappresenta un dato importante. Non solo perché garantisce il mantenimento o l’ampliamento delle prestazioni e della qualità dei servizi, ma anche per il segnale di attenzione e vicinanza che lancia. I dirigenti medici dell’ospedale di Monfalcone lo hanno sottolineato ieri alla consegna ufficiale di un’ulteriore tranche di arredi per l’Hospice della Rsa del nosocomio da parte dell’associazione Settembre inVita, che a fine estate aveva già donato all’Aas Bassa friulana Isontina una Tem (Microchirurgia endoscopica transanale) per diagnosi e cura delle neoplasie al retto e complementi per cinque stanze riservate ai pazienti terminali. Il reparto può contare ora anche su tre nuove sedie a rotelle e una sedia a rotelle pesapersone, che portano il valore della donazione per il 2015 a un totale di 30mila euro.
L’associazione, grazie all’impegno profuso e alla rete di solidarietà costruita nel territorio, ha raccolto un totale di 50mila euro e sta già lavorando assieme all’Aas a un progetto per il 2016. Lo ha spiegato ieri il brigadiere dell’Arma, Stefano Ambrosini, a nome dell’associazione, nata per iniziativa di alcuni carabinieri del Comando provinciale, presenti anche altri componenti del direttivo. «Raggiungere questi obiettivi non è stato facile - ha detto Ambrosini - e devo ringraziare l’Arma per il supporto e per aver creduto in questa iniziativa. I carabinieri sono presenti sul territorio con altri compiti, ma ci sono anche per aiutare chi è in difficoltà, chi è meno fortunato».
Di certo la Tem e gli arredi per l’Hospice lo stanno già facendo. «La settimana scorsa ho verificato cosa consente di fare la Tem nel trattamento mini-invasivo delle neoplasie - ha detto ieri il dirigente medico del San Polo, Michele Luise -, migliorando la qualità della vita delle persone. Speriamo che questa collaborazione si prolunghi nel tempo: è una formula vincente che va perseguita». Il responsabile del Distretto sanitario, Fulvio Calucci, ha rilevato come l’azione di Settembre inVita rappresenti un esempio importante di solidarietà concreta. «In un momento di difficoltà per la sanità - ha detto -, in cui le risorse a disposizione sono sempre più risicate, l’iniziativa dell’associazione permette all’ospedale di non essere privo di dotazioni utili per i pazienti». Ma alle quali (vedi l’arricchimento degli arredi) l’Aas deve rinunciare pressata da spese più urgenti e indispensabili. «Che poi sia l’Arma a garantire il corretto uso delle risorse - ha aggiunto Calucci - ha fatto e fa la differenza». Il progetto di Settembre inVita ha raccolto in questi mesi il sostegno di molte altre associazioni ed enti locali nel mandamento e oltre. Secondo il comandante della Compagnia Carabinieri di Monfalcone, Daniele Panighello, l’attività dell’associazione incarna lo spirito dell’Arma, l’attenzione agli altri, con concretezza. Alla consegna ieri erano presenti anche il responsabile della Rsa, dottor Gualtiero Scaramella, e quello del Pronto soccorso dottor Alfredo Barillari, oltre a personale infermieristico della Rsa.
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