Il Carso bussa all’Unesco con i vitigni di Prosecco

La circoscrizione Altipiano Ovest rilancia una mozione di due anni fa «Il ciglione è un patrimonio agricolo, storico e paesaggistico da tutelare»
Di Maurizio Lozei

PROSECCO. Far parte dei siti tutelati dall’Unesco non è solo oggetto di discussione del Comune di Trieste. Una proposta in tal senso sta per arrivare anche dal parlamentino di Altipiano Ovest che, con un documento realizzato e presentato ai colleghi consiglieri dal presidente Roberto Cattaruzza, riprende il filo di un discorso iniziato già un paio di anni fa.

Nell’aprile 2014, infatti, la prima circoscrizione aveva votato all’unanimità una mozione proposta proprio dal suo presidente. Nel documento si chiedeva che i terrazzamenti di Prosecco, dove per secoli avevano prosperato le colture della vite, dell’olivo e del fiore reciso, venissero inserite nel novero dei siti Unesco tutelati per il loro valore culturale e paesaggistico.

Cattaruzza aveva preso la palla al balzo quando le località di Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, avevano avanzato la propria candidatura all’Unesco per valorizzare i colli sui quali si produce il Prosecco. Era stata Valdobbiadene, per la precisione, a trainare quale capofila tutto un comprensorio la cui fortuna si basa sulla produzione delle “bollicine”. La richiesta del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene era stata inoltrata alla sede Unesco già nel 2008. Prendendo spunto dalla successiva creazione della Doc interregionale “Prosecco”, a protezione delle bottiglie venete e di quelle friulane del frizzante dalle insidie di un mercato sempre più arrembante e lesto nell’appropriarsi di marchi e denominazioni, il presidente della circoscrizione si era pronunciato immediatamente per dare risalto alla frazione carsolina che, con il proprio nome, aveva permesso di utilizzare la sua collocazione geografica per proteggere fatturati miliardari.

Sulle balze di Prosecco, Contovello e Santa Croce, infatti, la glera, il vitigno che sta alla base della vinificazione dell’antico e indigeno Prosekar e del veneto Prosecco, è stata coltivata per secoli e secoli in una cornice paesaggistica unica sia per le prospettive che per le caratteristiche altamente vocate alla pratica agricola.

Oggi, dopo aver appreso che il vicino comune di Duino Aurisina e quello di Monfalcone, assieme ad altre località della vicina area del Collio italiano e sloveno, sarebbero in dirittura d’arrivo per essere inseriti nel prestigioso elenco internazionale, presidente e consiglieri si rifanno vivi per promuovere la candidatura del territorio del ciglione carsico.

«Un tratto costiero, sostengono i consiglieri, che analogamente alle zone del Collio e del Brda sloveno è stato oggetto per secoli di costanti e importanti interventi da parte dell’uomo per realizzare colture di alta qualità. Un patrimonio di cultura agricola, storica e naturalistico/paesaggistica la cui conservazione e sicurezza è da ritenersi importantissima, se non fondamentale, per la comunità mondiale».

Per tali ragioni la prima circoscrizione ripropone con forza all’amministrazione comunale la richiesta di inserire Contovello, Prosecco e Santa Croce nei siti tutelati dall’Unesco.

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