Traditori e traditi nella Trieste nazista

ROMANS. In occasione della ricorrenza della “Giornata della Memoria”, è stato ospitato, nella sala grande di Casa Candussi-Pasiani, a Romans d'Isonzo, su invito dell'amministrazione comunale, lo...

ROMANS. In occasione della ricorrenza della “Giornata della Memoria”, è stato ospitato, nella sala grande di Casa Candussi-Pasiani, a Romans d'Isonzo, su invito dell'amministrazione comunale, lo scrittore triestino Roberto Curci, che ha presentato il suo libro dal titolo "Via San Nicolò 30. Traditori e traditi nella Trieste nazista”.

Un saggio-inchiesta, che ha fatto molto scalpore su uno dei capitoli più oscuri e drammatici della storia di Trieste, l’intreccio di relazioni e delazioni che portò alla cattura, alla deportazione e alla morte di quasi settecento ebrei triestini. Con Roberto Curci, giornalista, scrittore e critico d’arte, che ha diretto per molti anni le pagine culturali del “Piccolo” di Trieste, ha dialogato la storica Silva Bon, presidente dell’Istituto regionale per la cultura ebraica di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, collaboratrice dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Fvg e attuale presidente del Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale "Leopoldo Gasparini" di Gradisca d'Isonzo.

Silva Bon ha introdotto l'opera mettendo in risalto che il libro di Curci non mira a esprimere dei giudizi sui comportamenti di coloro che in seno alla comunità ebraica, ma non soltanto, durante l’occupazione nazista hanno collaborato a identificare e a catturare molti loro correligionari, poi deportati e uccisi, ritenendo che questo rientri nei comportamenti irrazionali generati dalla paura della guerra.

La ricerca di Curci è stato un atto di coraggio contro la rimozione di un passato scomodo, un dovere etico nei confronti della verità dettato dalla necessità di far luce su un insieme di vicende storiche che nascondono ancora molte verità inesplorate, in una Trieste collusa, in cui molti sapevano ma tacevano o facevano finta di non sapere.

Un libro che si legge tutto d'un fiato e rappresenta un altro importante tassello nel mosaico della storia di Trieste.

Edo Calligaris

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