«Poca sensibilità verso i nostri diritti»

SAVOGNA. «Poca sensibilità verso la nostra identità e i nostri diritti».
Nasce tra evidente amarezza e più di qualche preoccupazione in chiave futura, per Savogna d'Isonzo e San Floriano del Collio, la nuova Uti "Collio-Alto Isonzo". Sensazioni acuite, nei sindaci Alenka Florenin e Franca Padovan, dall'incontro di lunedì pomeriggio con la governatrice Debora Serracchiani e gli altri sindaci dell'Unione intercomunale, che di fatto ha respinto al mittente una volta di più la richiesta della denominazione ufficiale trilingue della nuova entità amministrativa.
«Rimane l'amarezza per il mantenimento di certe posizioni, che, a mio parere, sono in pieno contrasto con quel che dice lo stesso Statuto dell'Uti - spiega Alenka Florenin, primo cittadino di Savogna d'Isonzo -. Inutile decantare storia, tradizione, ricchezza multiculturale del territorio, se poi non si ha coraggio di esprimere tutto questo anche con il nome trilingue. Per noi allora l'Uti parte già come un passo indietro rispetto a quella che era la Provincia, ed aveva la dicitura anche in sloveno oltre che in friulano». Alenka Florenin, in particolare, si sarebbe aspettata «una certa vicinanza di vedute se non altro da parte dei colleghi sindaci del centrosinistra, e soprattutto dalla presidente della Regione. Invece no, perchè evidentemente questo argomento non interessa, e c'è poca sensibilità nei confronti di quella che non è solo una minoranza linguistica, ma una minoranza nazionale, con tutti i suoi diritti. Che noi, una volta entrati, evidentemente prima o poi avverrà, cercheremo di tutelare facendo uso di tutti gli strumenti che lo Statuto dell'Uti ci mette a disposizione».
C'è però un'altra questione, al di là di quella legata alla denominazione, che preoccupa in ottica futura Savogna d'Isonzo (e non solo). «È quella della sproporzione tra il peso del capoluogo e quello di tutti gli altri paesi - dice Florenin -. Questo comporterà a mio avviso delle difficoltà un po' per tutti i Comuni più piccoli. Staremo a vedere se questo verrà effettivamente compensato con un miglioramento dei servizi».
Amareggiata è anche Franca Padovan, sindaco di San Floriano del Collio, che ancora attende di conoscere l'esito del ricorso al Tar contro l'Uti. «Esattamente come la collega di Savogna, anche io speravo che sarebbe stata accolta la richiesta relativa alla denominazione trilingue - dice Padovan -. Non è un bel segnale invece quello che è arrivato dalla riunione. Così come ritengo assolutamente non democratico il fatto che chi non ha aderito all'Uti venga penalizzato nella ripartizione delle risorse».
Il timore è che San Floriano del Collio possa perdere libertà di movimento. «Ho paura per la nostra autonomia, e non ne ho mai fatto mistero - conclude Franca Padovan -. I nostri rapporti con Gorizia sono buoni, ma quando si deve collaborare con tante realtà diverse i più piccoli rischiano di pagare dazio».
«Ci sono tanti colleghi sindaci entusiasti per l'avvio di questa nuova esperienza delle Uti, mentre io continuo ad essere perplessa e preoccupata: forse serviva più tempo e più calma per valutare bene tutti gli aspetti di questa rivoluzione», conclude il primo cittadino di San Floriano del Collio.
Marco Bisiach
Riproduzione riservata © Il Piccolo








