Cara, prorogata la gestione alla coop

Non ci sono i tempi per indire il bando: la struttura di Gradisca resta alla Minerva fino al 31 luglio
Di Luigi Murciano
Bumbaca Gorizia 15.10.2015 Gradisca, profughi al CIE Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 15.10.2015 Gradisca, profughi al CIE Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GRAFISCA. La gestione temporanea del Cara di Gradisca sarà prorogata ancora di qualche mese. Quella che sinora era stata una semplice indiscrezione diventa realtà: l'affidamento dei servizi interni al centro immigrati di via Udine - specializzatosi nel frattempo nell'accoglienza dei soli richiedenti asilo: continuano a essere 400 - sarà confermato a coop Minerva sino al 31 luglio luglio. L'affidamento della gestione all'azienda di Savogna risale allo scorso luglio e avrebbe dovuto avere come scadenza naturale la data del 31 marzo. Troppo ristretti per la Prefettura e il Viminale i tempi per indire una nuova gara, anche in virtù del numero di ospiti accolti fra ex Cie e Cara che continua a rimanere molto elevato.

Nel frattempo il ministero dell'Interno e l'ufficio del governo lavoreranno alla nuova gara d'appalto, anche se l'impressione è che i tempi tecnici potrebbero imporre anche una seconda proroga a Minerva, sino alla fine dell'anno. Si era rivelato fondato, dunque, lo scenario ipotizzato dai sindacati, ovvero che la situazione del centro immigrati isontino sarà gestita ancora con quei criteri di temporaneità ed emergenzialità che hanno caratterizzato la struttura nell'ultimo anno.

«La proroga di quattro mesi della gestione Minerva è notizia ufficiale - conferma Michele Lampe di Fpl Uil -: ora vedremo se il lasso di tempo sarà sufficiente per indire nel frattempo la nuova gara o se si renderà necessario un secondo prolungamento». «Di certo alla luce di questo sviluppo - la riflessione del sindacalista - chiederemo che l'azienda adegui l'orario dei lavoratori attualmente in organico (da part-time a full-time ndr): visto che la situazione è destinata a stabilizzarsi sul medio-lungo periodo sarebbe preferibile il prolungamento dell'orario agli operatori storici, anziché l'assunzione di nuovi a part-time. Ne parleremo nel corso di una riunione ufficiale il 4 aprile».

La coop di Savogna, come si ricorderà, era subentrata nel luglio scorso al consorzio cooperativistico trapanese Connecting People, con il quale la Prefettura di Gorizia aveva deciso una rescissione consensuale del contratto. Rescissione suggellata dal pagamento, da parte del ministero dell'Interno, di una somma di 3,5 milioni di euro a Connecting. Una "buonuscita" (ma il termine non pareva aggradare molto la coop siciliana) che in sostanza altro non è stato che il pagamento del pregresso dovuto dalla Prefettura goriziana - stazione appaltante - all'ente gestore di Trapani. Con quella somma Connecting People ha provveduto a saldare parte degli stipendi arretrati con i circa 60 operatori contrattualizzati dalla Luoghi Comuni, altra coop in cui in sostanza era inquadrato il personale. In tutto ben cinque mensilità, più il Tfr e altre formalità. La vicenda ora può dirsi per buona parte conclusa, ma non per tutti positivamente. Connecting People ha proposto ai suoi ex dipendenti il pagamento degli arretrati all'80%: molti hanno giocoforza accettato, alcuni non erano reperibili e dovranno essere ricontattati, altri ancora hanno rifiutato la proposta di accordo.

Più complessa, invece, è la situazione dei liberi professionisti che hanno lavorato al Cara. Per loro, lavoratori a partita Iva, alias medici e infermieri, i crediti con il consorzio isolano hanno toccato i 400mila euro.

Nel frattempo, all'ex Cie sono di fatto state ripristinate due sezioni su tre: tornasse operativa anche la "zona verde", la struttura potrebbe teoricamente ospitare ancora una cinquantina di persone. Ipotesi che sarebbe in assoluta controtendenza con le istanze degli enti locali: Regione e Comune si erano espressi per la chiusura dell'ex Cie (248 posti ndr) una volta rientrata l'"emergenza", e per il ritorno del Cara alla sua capienza naturale di 136.

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