Sei “saggi” per guidare il Museo istriano

È stato approvata ieri in Consiglio comunale la convenzione tra Comune di Trieste e l’Irci per la gestione del museo di via Torino. Un risultato che l’assessore alla Cultura Paolo Tassinari si appunta al bavero: arriva dopo decenni di tribolazioni, lunghi anni di lavori e dispute per la realizzazione dell’esposizione dedicata alla cultura istriana, fiumana e dalmata. Composta anche la frattura apertasi in sede di commissione: non è stato approvato l’emendamento per la creazione di un “curatore” marcato Irci, ma è passata invece la proposta di Alessia Rosolen (Un’Altra Trieste) che inserisce il direttore dell’ente tra i membri della commissione mista di gestione del museo. Dice Tassinari: «Il museo così com’è oggi è frutto di un progetto scientifico, culturale e allestitivo condiviso fra il Comune e l’Irci. Ci sono dei miglioramenti da fare ma penso che ora potrà cominciare a lavorare a regime». Per l’assessore «il voto sulla convenzione è un momento di soddisfazione, perché chiude un percorso aperto vent’anni fa e apre una nuova fase di collaborazione».
Il museo sarà guidato da una commissione di sei persone, tre comunali e tre Irci. Entro qualche settimana il Comune nominerà il conservatore del museo. A tal proposito casca a puntino l’emendamento approvato. Non è andata, si diceva, la richiesta del centrodestra di affiancare al conservatore un “curatore” di nomina Irci, ma è passata un'altra modifica: tra i rappresentanti dell’Irci, oltre al presidente, ci sarà anche il direttore scientifico (ciò comporta che il direttore attuale Piero Delbello continuerà a partecipare alla gestione di via Torino).
Soddisfatta Rosolen che ha lanciato la battaglia: «Così siamo sicuri che il museo non abbia una guida solo politica. Spero comunque che via Torino non diventi solo un museo etnografico perché Istria, Fiume e Dalmazia sono simboli di antica e nobile, in senso lato, civiltà». Così Giovanni Barbo (Pd): «Un passo importante per l’amministrazione. Ringrazio l’assessore, il presidente Irci Franco Degrassi e la ex presidente Chiara Vigini che hanno lavorato con passione al testo».
Si è poi passati alle mozioni. Approvata quella di Roberto Decarli (Tc) che impegna il sindaco, visti i tagli nazionali alle forze dell’ordine, a segnalare a presidenza del consiglio e Viminale «la preoccupazione di Trieste per la situazione in cui versano le forze di polizia». Lorenzo Giorgi (Pdl) dichiara: «Finalmente avete incontrato i cittadini e capito qualcosa, visto che un anno fa bocciavate una mia identica mozione». Fatta propria una mozione di Angelo D’Adamo (Pd) che impegna il Comune a combattere il lavoro nero. Commenta Piero Camber, Fi: «A proposito di lavoro nero, se la prenderanno con chi vende accendini per strada». Così Paolo Menis (M5S): «Inutile approvare mozioni del genere se poi si fanno appalti per cui c’è gente che prende 400 euro al mese».
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