Trieste, l’incubo del voto dei residenti all’estero

TRIESTE Mamma li rimasti! Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Everest Bertoli e l’ex parlamentare missino e giornalista Renzo de’ Vidovich puntano il dito sulla possibilità che la minoranza italiana di Slovenia e Croazia diventi un inaspettato ago della bilancia alle prossime elezioni amministrative. La questione è stata presentata ieri in una conferenza stampa. «Grazie a un’oscura circolare ministeriale i potenziali elettori alle comunali di Trieste provenienti dai paesi vicini sono circa 11mila - ha spiegato il duo -. Visto che in passato il Pd ha già organizzato, legittimamente per carità, dei bus per portare la gente a votare, sorge un dubbio: è giusto che persone che non vivono in una città scelgano chi la amministra?».
L’origine della vicenda non sta nella legge Tremaglia, ha premesso Bertoli: «Quella norma consente agli italiani all’estero di partecipare all’elezione del parlamento, ed è cosa sacrosanta. Però una circolare del ministero Affari esteri e dell’Aire, l’ente degli italiani all’estero, ha stabilito d’un giorno all’altro che possano votare anche per le elezioni amministrative delle aree da cui provengono o a cui si sentono più legati». Nel caso di Trieste, parliamo di circa 24mila italiani provenienti dai più vari paesi. Persone che spesso e volentieri vivono in capo al mondo e difficilmente prenderanno un volo per esprimersi alle prossime comunali.
«Circa 11mila però sono le minoranze delle vicine Slovenia e Croazia - ha detto de’ Vidovich -. È un fatto documentato che certe forze politiche abbiano organizzato dei bus per portarli a votare, ed è certo che in passato la presidente Serracchiani ha fatto campagna elettorale in località dell’Istria. Legittimo, però astruso: non sempre tutto quel che è legale è anche giusto».
Bertoli e de’ Vidovich non escludono che i loro voti abbiano pesato già in passato. «Ho chiesto al prefetto in una lettera di sapere quanti di questi abbiano partecipato alle ultime elezioni regionali e comunali - ha spiegato l’ex parlamentare - ma non ho mai ricevuto risposta».
Il timore del centrodestra è che queste schede possano sbilanciare gli equilibri elettorali della città: «La presidente Serracchiani ha vinto le ultime elezioni regionali con uno scarto di un migliaio di voti - ha detto Bertoli -. Pensiamo al peso che possono avere 11mila potenziali elettori aggiuntivi su una consultazione cittadina».
Gli italiani all’estero accedono al voto attraverso un’apposita lista elettorale, quella dell’Aire, e vengono distribuiti in percentuale equanime tra i vari seggi della città. «La nostra richiesta è che la circolare dell’Aire venga cancellata, anche perché non fa riferimento a nessuna legge dello Stato italiano, legge Tremaglia inclusa - hanno concluso i relatori -. Chiediamo inoltre di sapere quanti di questi elettori hanno partecipato alle scorse consultazioni».
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