Apre il “punto d’ascolto” di Montebello

Inaugurata la Microarea nel complesso Ater di via Cumano. Diventa riferimento per l’intero rione
Di Pierpaolo Pitich
Foto Bruni 19.04.16 Microarea Montebello-inaugurazione
Foto Bruni 19.04.16 Microarea Montebello-inaugurazione

Promuovere la cittadinanza attiva e la solidarietà sociale per prevenire i fenomeni di esclusione e di degrado. Azioni mirate a creare una rete di comunità solidale sul territorio, che adesso diventa realtà anche nel complesso Ater di via Cumano, dove è stata ufficialmente inaugurata la Microarea di Montebello, che va ad inserirsi all’interno dei progetti “Habitat-microaree”, “Coabitazione solidale”, cui si aggiunge l’iniziativa europea “Helps”. Una vera e propria comunità sperimentale di coabitazione che investe, in particolare, le aree caratterizzate da una rilevante presenza di case di edilizia residenziale pubblica, grazie alla sinergia portata avanti sul campo da tempo tra Comune di Trieste, Ater e Azienda Sanitaria e dove l’obiettivo è il coinvolgimento attivo della cittadinanza con il supporto di associazioni di volontariato e cooperazione sociale. «Finalmente abbiamo realizzato un luogo fisico dove costruire progetti di vita e di relazioni - ha sottolineato l’assessore comunale alle Politiche Sociali Laura Famulari -. Uno strumento che fa tesoro delle risorse della comunità per dare risposte più efficaci alle esigenze del territorio».

Il complesso Ater di via Cumano è stato inaugurato nell’ottobre del 2012 e conta su 180 alloggi per un totale di circa 400 residenti. «Questo complesso ormai da 4 anni rappresenta una splendida realtà in fatto di decoro e organizzazione - ha rilevato Antonio Ius, direttore Ater Trieste -. Parliamo di una iniziativa sempre più radicata sul territorio che permette di convogliare le risorse di cittadini, associazioni e volontariato al fine di migliorare la convivenza comune». Per Nicola Delli Quadri, commissario straordinario Aas1, «Trieste in questo campo è all’avanguardia a livello regionale e non solo. Un progetto al quale crediamo e che rappresenta solo una tappa di un percorso che svilupperemo insieme in modo ulteriore». Al progetto collabora anche la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin. «In questi anni abbiamo voluto aprirci sempre di più al sociale - ha ricordato la presidente Daniela Luchetta -. La Fondazione vuole essere presente dove ci sono disagio e sofferenza. Dove insomma la società ha bisogno di noi».

Referente della Microarea Montebello sarà Giuditta Lo Vullo, nella sua funzione di coordinatore del progetto della coabitazione sociale, che conta anche sulla collaborazione della Cooperativa La Quercia, che ha ricordato tutte quelle che sono le attività di sostegno e di accompagnamento per le persone anziane e con disabilità, cui si aggiungono le iniziative culturali, ludiche e di animazione per gli oltre 150 ragazzi che risiedono nel complesso Ater, che adesso può contare anche su un nuovo spazio biblioteca. La festa di inaugurazione della Microarea Montebello è stata allietata dalle canzoni del coro “Le Putele” della sezione triestina dell’Ada, l’associazione per i diritti degli anziani.

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