Vergarolla, distrutta la foto di Micheletti

POLA. A distanza di nove mesi i vandali sono tornati a infierire contro la fotografia di Geppino Micheletti posta ai piedi del monumento eretto in memoria delle vittime della strage di Vergarolla, nel giardino di fianco al Duomo. Della foto non rimane praticamente niente, a parte la cornice. Si tratta del quarto caso di danneggiamento da quando venne posizionata, nel 2007. E come sempre ci si pone il quesito: la bravata di qualche idiota oppure un messaggio politico? La speranza è che il responsabile venga scoperto quanto prima, anche se ci sono poche speranze; tra l'altro nelle precedenti occasioni i vandali l’hanno sempre fatta franca. E c’è chi ora suggerisce di collocare una telecamera per la videosorveglianza dell'area.
Nato a Trieste nel 1905, Micheletti fu il primario dell'ospedale Santorio Santorio di Pola e nell’esplosione sulla spiaggia di Vergarolla che dell'agosto 1946 fece un centinaio di vittime, perse i due figli Carlo - di nove anni - e Renzo - di sei - nonché alcuni parenti. Apprese la notizia mentre stava operando i feriti, ma nonostante tutto continuò la sua opera di soccorso per 48 ore consecutive. Il dottor Micheletti per il suo altissimo senso civico è rimasto nella memoria di tutti i polesani. È morto in Italia per attacco cardiaco all'età di 56 anni, mentre la moglie Iolanda Nardini si è spenta a Trieste nel 2007 all'età di 99 anni.
Sicuramente, come è stato nelle precedenti occasioni, la foto verrà fatta ricollocare al suo posto dagli esuli da Pola che torneranno nella propria città natale in occasione del tradizionale Raduno nazionale, tra il 10 e il 13 giugno prossimi, come reso noto all'ultima riunione della Giunta esecutiva della Comunità degli Italiani, coinvolta nell'evento. Si tratterà del sessantesimo Raduno e del sesto consecutivo nella città d'origine; e ancora una volta la base logistica - per così dire - sarà l'albergo Brioni, dove si riuniranno il Consiglio e la Giunta del Libero Comune di Pola in esilio. Come consuetudine, il discorso di benvenuto sarà pronunciato dal “sindaco” del Libero comune Tullio Canevari. Intenso il programma che si articolerà in quattro giornate. Fra gli altri eventi, l’apertura della mostra di Leonardo Bellaspiga “Sulle ali della bora, nel ruggito del Leone. Da Trieste a Cattaro sulla rotta di Venezia”; e come sempre la messa italiana di suffragio per i concittadini scomparsi al duomo, celebrata da don Desiderio Staver al quale a fine rito verrà consegnata la benemerenza “Istria terra amata”. Sarà anche presentato fra l’altro un libro di Paolo Radivo sulla strage di Vergarolla. (p.r.)
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