Spuntano reperti greci a Spalato ma saranno ricoperti e asfaltati

Secondo gli esperti i resti emersi nel cantiere per una stazione di taxi sono quelli di un porticciolo di epoca ellenistica: la città è più antica di quanto si pensasse. Il Comune non ferma i lavori
Di Andrea Marsanich

SPALATO. Una grande scoperta e uno scandalo. È quanto avvenuto nei giorni scorsi a Spalato, definita la città di Diocleziano, nel ricordo dell'imperatore romano che circa 1700 anni fa vi fece costruire il famoso palazzo, sotto tutela Unesco dal 1979. Si è sempre creduto che la maggiore città della Dalmazia avesse appunto 17 secoli di età, ma evidentemente - dopo quanto scavato e riportato alla luce in tempi recenti - è certo che Spalato sia ancora più antica.

Gli scavi di qualche settimana fa che hanno riguardato il Palazzo turistico in Riva Lazzaretto hanno permesso di appurare che nel bastione tardo rinascimentale sono inseriti blocchi di pietra risalenti al periodo ellenistico. Stando agli esperti, dovrebbe trattarsi dei resti di un porticciolo dell'antica Grecia. Come dire che Gaio Aurelio Valerio Diocleziano, imperatore nato in una famiglia di umili origini della provincia romana della Dalmazia, non giunse in un luogo disabitato quando decise di andare a vivere nella futura Spalato. C'era già arrivato qualcuno prima della costruzione dell'imponente palazzo, che va a costituire il nucleo storico del capoluogo dalmata. E quel qualcuno era ellenico e aveva capito che si trattava di un posticino mica male, nelle vicinanze di una piccola altura (monte Mariano), circondato da alti monti e con di fronte una manciata di isole.

La prova provata di Spalato greca c'è, ma purtroppo - ecco lo scandalo - andrà sommersa da pietre, terra e asfalto in quanto in zona si sta costruendo nientemeno che una fermata per taxi. «Il sito archeologico verrà protetto e conservato - è quanto affermato da Pave Zaninovi„, vice assessore agli Affari comunali - il rinvenimento non deve far tardare la conclusione dei lavori di approntamento della stazione, prevista per la metà del mese prossimo». Non si è fatta attendere la reazione di Boran Vrande›i„, responsabile dell'Iniziativa civica di Spalato, che si adopera contro quella che viene ritenuta la devastazione della città. «Credo che Spalato sia l'unica città al mondo dove chi di dovere prega affinchè nel corso di scavi non si scopra nulla di storicamente importante.

La colpa va addossata sia alle autorità municipali, sia ai conservatori che si comportano come dei faraoni. Purtroppo gli attuali regolamenti sono insufficienti, dando vita ad esempi di inciviltà che procurano tristezza e depressione alle persone che amano questa città ricca di storia». Per Radoslav Buzan›i„, a capo del Dipartimento spalatino per la Conservazione, non c'è motivo per alimentare polemiche: «Parliamo di un muro eretto per la difesa contro gli Ottomani, in cui è inserito un blocco di pietra greco. C'era sicuramente un abitato ellenico prima che arrivasse Diocleziano, ma dobbiamo ancora capire dove si trovasse».

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