La sparizione delle parti civili

Resistono solo Aea e Cgil. Defilati il Comune di Monfalcone, Regione e Provincia

Per il terzo processo amianto si sono costituiti parte civile l’Associazione esposti amianto e la Cgil, oltre a 13 familiari delle 44 parti lese. Non figura l’Inail come in un primo momento ipotizzato. Rispetto al primo processo si sono defilati la Regione, la Provincia e il Comune di Monfalcone. In quest’ultimo caso le motivazioni sono note, ancorché foriere di una vivace discussione. Il Comune di Monfalcone ha scelto di accettare un accordo con Fincantieri: in cambio di un contributo di 140mila euro da devolvere alla ricerca per le cure delle patologie amianto-correlate ha accettato di uscire dai processi. Decisione discutibile, discussa, ma chiara.

Invece né la Regione, né la Provincia - cui la sentenza di condanna del primo processo ha assicurato un totale di 400mila euro di risarcimento - hanno ritenuto di spiegare il motivo per cui sono defilati. Si può agevolmente immaginare quale sia la posizione della Regione strettamente legata ai vertici di Fincantieri, ma stupisce e amareggia l’assenza della Provincia. Nel primo processo si era costituita parte civile lamentando che le morti d’amianto avevano creato un “danno d’immagine al territorio”. Che differenza c’è, sotto questo punto di vista, tra il primo e gli altri processi?

L’amianto in questa piccola provincia continua ad essere un argomento tabù. Nel Goriziano si ritiene furbescamente che sia un problema tutto monfalconese; nel Monfalconese si sceglie un basso profilo per evidente ragioni, nonostante quasi ogni famiglia sia stata toccata da questa tragedia.

Resta l’incognita se il Tribunale di Gorizia sarà in grado di celebrare i processi amianto stante la drammatica e costante carenza di giudici. L’avanzata età media degli imputati farà il resto. (r.c.)

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