Muggia, picchia a sangue il cane e tenta di soffocarlo

L’episodio di violenza in un’abitazione del rione di Fonderia. Adesso il proprietario dell’animale è indagato con l’accusa di maltrattamenti
Un cane in un canile in una foto di archivio
Un cane in un canile in una foto di archivio

MUGGIA. Picchiato e quasi soffocato con un asciugamano dal proprio padrone. Vittima di questa inaudita violenza un cane, che vive insieme al proprietario nel rione di Fonderia, a Muggia. Per motivi ancora da chiarire l’uomo ha iniziato a percuoterlo, tenendolo fermo con un asciugamano legato al collo. La terribile scena è stata notata da un altro cittadino muggesano, che non ha esitato un attimo a contattare le forze dell’ordine. Ma non solo. Il testimone ha avuto la prontezza di riflessi di riprendere la terribile scena con un telefono cellulare. Una pattuglia della Polizia del commissariato di Muggia è subito intervenuta sul posto bloccando l'uomo.

Sulla vicenda sta indagando ora la magistratura, che dovrà fare luce su quanto accaduto. «Confermo, le indagini sono in corso, ma c'è massimo riserbo su ulteriori dettagli anche perché la posizione dell'uomo pare piuttosto grave», racconta l'assessore alla Polizia locale di Muggia Stefano Decolle.

 

Gattino lapidato a Ruda vicino alla scuola

 

Il magistrato dovrà in effetti constatare se ci sono gli estremi per il reato di “maltrattamento di animali”, delitto che in base all'art. 544 ter del codice penale - introdotto dalla Legge 89/2004, modificata dalla successiva Legge 201/2010 - è punibile con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5 mila a 30 mila euro. Il reato di maltrattamento di animali «si configura ogni qual volta un soggetto, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili».

«Personalmente è la prima volta che vengo a conoscenza di un simile fatto con tanto di denuncia a Muggia, sicuramente questa vicenda lascia basiti perché un simile gesto dimostra quanto bestiale possa essere la natura dell'uomo nei confronti di altri animali», commenta l'assessore Decolle.

L'esponente della giunta Marzi, nell'elogiare il cittadino che ha prontamente contattato le forze dell'ordine («un esempio civico da seguire»), si pone allo stesso tempo un interrogativo: «Mi chiedo se per avere un animale in casa non sia il caso di richiedere e ottenere un patentino, che attesti le proprie capacità nel gestire un animale domestico».

Oltre alla posizione dell'uomo sono da chiarire le condizioni di salute del cane e dove questo sia stato trasferito dopo il brutto episodio accaduto a Fonderia. Come evidenziato dal Comune, questa è la prima denuncia con nome e cognome.

Un caso eclatante di maltrattamento di animali era però occorso già nel marzo del 2015 quando uno sconosciuto centrò con un’arma ad aria compressa Penny, la piccola gatta di famiglia dell'ex sindaco Nesladek.

Incredibile la vicenda del giovane felino, “cecchinato” da ignoti: dopo un paio di giorni con la zampa dolorante, solamente al momento di essere portata dal veterinario, Nesladek scoprì che la propria gattina aveva un proiettile conficcato tra l'omero e una zampetta. In seguito a quella vicenda l'ex primo cittadino fece denuncia contro ignoti. A tutt'oggi le indagini sono ancora in corso.

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