La carica dei sindaci “in giallo” per Giulio Regeni

Il presidente dell’Anci Fvg: «Massimo sforzo perché la verità emerga. Ma ogni amministrazione decide in autonomia»
La rimozione della scritta dedicata a Giulio Regeni (Foto Bruni)
La rimozione della scritta dedicata a Giulio Regeni (Foto Bruni)

TRIESTE. Mario Pezzetta chiarisce a livello personale: «Io sono per mettere in campo il massimo sforzo perché la verità su Giulio Regeni emerga». Ma, da presidente dell’Anci Fvg, non può non ricordare la linea dell’associazione: «Ogni Comune decide in totale autonomia». Le istituzioni locali, sullo striscione che chiede giustizia per il ricercatore di Fiumicello ucciso in Egitto, si sono infatti mosse sin qui in totale libertà. E, inevitabilmente, si sono divise.

 

Caso Regeni, tafferugli in Consiglio comunale a Trieste

 

A Trieste la scritta nera su sfondo giallo in municipio non c’è più. Il sindaco Dipiazza l’ha ritirata. Sul palazzo della Regione, sempre in piazza Unità, è ricomparsa il giorno dopo, per mano di Debora Serracchiani. Ma sempre in Regione, nella sede di Udine, l’appello alla verità per Regeni è appeso dal 9 marzo scorso. Esempi di scelte diverse. C’è chi in quello striscione crede davvero, anche solo per il valore simbolico, tanto che Fiumicello ha deciso di moltiplicarlo su tutti gli edifici pubblici del territorio comunale).

 

Fiumicello, il Comune di Giulio si tinge di “giallo”
Un gruppo di partecipanti al presidio di lunedì sotto il Municipio di Trieste

 

Chi invece pensa che no, non serve. Ettore Romoli, a Gorizia, è stato il primo, nel giorno in cui si è diffusa la notizia della morte di Regeni, a far disporre le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Ma dello striscione non ha mai voluto sentir parlare: «Non è in questo modo che un governo può pensare di ricostruire i fatti». Nemmeno Silvia Altran, sindaco di Monfalcone, ha mai appeso il vessillo giallo. Ma le motivazioni sono altre: «Il nostro municipio è in ristrutturazione, ma soprattutto abbiamo ritenuto di condividere con la cittadinanza la richiesta di verità. Per questo abbiamo fatto stampare manifesti grandi e piccoli da distribuire ai monfalconesi. Ne ho uno sulla porta del mio ufficio, ma ce ne sono ancora tanti nelle case e nelle attività commerciali».

Chi non ha mai avuto dubbi sull’opportunità di sistemare “Verità per Giulio Regeni” a palazzo D'Aronco è Furio Honsell. Il Comune di Udine ha aderito tra i primi, il 25 febbraio, alla campagna di Amnesty International. «Chiedere verità e giustizia è la risposta più civile che si possa dare a un gesto di indicibile orrore e barbarie», le parole del sindaco friulano convinto che il messaggio «serve a tenere viva l’attenzione sulla vicenda».

 

Caso Regeni, la moglie di Luchetta al sindaco: «Giusto onorarlo con una via»
Daniela Luchetta

 

Una posizione condivisa da 140 amministrazioni comunali italiane (da Milano a Cagliari, da Torino a Pescara, da Bari a Palermo, da Firenze a Napoli, dove è stato appeso pure uno striscione per i marò), stando al report reso noto nei mesi scorsi dagli organizzatori dell’iniziativa, ma anche da Regioni, Province, scuole, università, singoli cittadini. Il giallo per Giulio si è visto pure allo stadio Olimpico di Roma in occasione di Roma-Napoli del 25 aprile.

Con Claudio Pedrotti (Pd) al governo comunale, lo striscione lo appese pure Pordenone. Alessandro Ciriani, neosindaco di Fratelli d’Italia, ritiene che «a nulla servirà». Ma, contrariamente a Dipiazza, non ha intenzione di rimuoverlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo