Grande Guerra, un gioco da tavola

Ogni giocatore attiva una Brigata per volta. Le Brigate vengono identificate per colore. Le Unità riportano vari numeri (ad esempio, i numeri di soldati, i numeri delle armi). Sembra un gioco. E, in effetti "Gorizia 1916. La Sesta battaglia dell'Isonzo", nel massimo rispetto per le vittime della Grande guerra, è un gioco da tavolo su carta, un gioco di simulazione storica: vuol riprodurre quel certo contesto storico in maniera precisa e in maniera altrettanto precisa quelle vicende belliche. È realizzato da Europa Simulazioni, Piacenza. Non è un caso che la sua prima presentazione si sia svolta a Gorizia, precisamente alla Leg. Lo hanno raccontato Nicola Contardi e, soprattutto, Andrea Brusati (il suo vulcanico ideatore). Che si sono anche soffermati sugli eventi della Sesta Battaglia dell'Isonzo illustrando come nel gioco sono stati trasferiti. E, naturalmente, sono stati tirati in ballo i generali Capello e Cadorna, i monti che sono stati tristi spettatori della tragedia. Il gioco sarà commercializzato a breve. Peraltro, è il sesto gioco di simulazione storica prodotto dall'azienda di Piacenza, il secondo a venir presentato alla Leg.
«Lo facciamo per far memoria - ha detto Contardi -, non per guadagnarci. Con il guadagno produciamo altri giochi...». E ancora: «Ci sono molti appassionati dei giochi di simulazione storica in Italia e nel mondo». Alla base dell'idea ci sono passione e ricerca approfondite. E non si tratta, soprattutto, di un gioco per bambini. Il target a cui si rivolge è costituito dai ragazzi ma anche da coloro che ragazzi non sono più. In altre parole, a giocare a "Gorizia 1916. La Sesta battaglia dell'Isonzo" saranno anche o soprattutto gli adulti. E, ovvio, si tratterà di adulti appassionati alle vicende della Grande guerra. Nello specifico, per avviare una partita ci debbono essere due giocatori o due squadre. Gli scenari durano un paio d'ore. Il cosiddetto "scenario Campania" (che illustra tutta la battaglia da inizio a fine) può andare avanti anche dodici ore, che, ovviamente, possono venire divise in più giornate: pur sempre di un gioco si tratta, non necessariamente di una maratona. Possono non esserci né vincitori né vinti. Nel senso che il tutto può finire anche con un bel pareggio. Vince, ovviamente, chi fa meglio della sua "controparte storica" così la definisce Contardi, che tiene anche a sottolineare l'apporto di Luigi Parmigiani (sempre di Europa Simulazioni) e Piergennaro Federico (responsabile di un'area giochi dell'azienda). "Gorizia 1916.
Alex Pessotto
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