Torna la coppia che picchia i passanti a caso. Terza vittima a Barcola

Si allunga la lista dei colpi messi a segno da due balordi con base a San Giovanni L’ultimo a farne le spese è un sedicenne finito all’ospedale con due denti rotti

Tre aggressioni ai danni di passanti avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Tre pestaggi messi a segno così, senza alcun motivo, dalla stessa coppia. Un uomo e una donna, Umberto e Marta, entrambi sulla quarantina. Due balordi che, a sentire i racconti degli abitanti del rione di San Giovanni dove vengono frequentemente avvistati, finiscono spesso e volentieri per diventare anche violenti.

Umberto e Marta sono ritenuti gli autori delle aggressioni subite poco lontano dal centro commerciale Il Giulia, il 20 settembre e il 13 ottobre scorsi, da Edoardo Strippoli, picchiato prima da solo e poi assieme ai familiari, scesi in strada per soccorrerlo dopo aver notato la scena dalla finestra di casa. Ma, ed è questa la novità emersa di recente, i due sbandati quarantenni sono considerati gli autori anche di un terzo “raid punitivo”, di cui è rimasto vittima un ragazzo di sedici anni. Il giovanissimo ha riferito di essere stato pestato a Barcola da un uomo e una donna che, a suon di calci e pugni, l’hanno mandato all’ospedale con traumi vari e due denti spezzati. Questo ultimo episodio porta la data del 29 settembre, ma non è mai stato reso noto dai carabinieri ai quali il giovane poi ha sporto la denuncia per le gravi lesioni subite.

«La sera di quel giorno, attorno alle 23, avevo appuntamento a Barcola con alcuni amici - racconta l’adolescente nella denuncia -. Ci siamo trovati sul lungomare tra il molo dove attracca il “Delfino Verde” e la fontana, proprio vicino ai giochi dei bambini. Le temperature erano ancora alte, tanto che abbiamo addirittura fatto il bagno. Dopo essere risalito a riva, assieme ad un’amica sono andato alle docce, che si trovano oltre la fontana».

È a quel punto, secondo il racconto del giovane, che scatta l’aggressione. Inspiegabile, assurda e violenta. «Ho fatto alcuni passi verso la fontana di Barcola - prosegue il ragazzo -. All’improvviso è uscito un uomo che stava sostando nei pressi di un cestino. Si è rivolto alla mia amica, ma non ho capito cosa le abbia detto, né cosa lei gli abbia risposto. L’uomo, non molto giovane, dai capelli castani di media lunghezza, mi ha dato l’impressione di essere un senza tetto».

«All’improvviso mi hanno colpito da dietro due persone, un uomo e una donna. Non so chi mi abbia aggredito prima. Uno mi colpiva con una pietra, sempre più forte sulla faccia, finché non ho sentito uscire il sangue dalla bocca. E pure quella che poi ho capito essere una donna ha dato man forte. L’uomo ha continuato a picchiarmi, sferrando pugni e calci come una furia. Ho sentito addosso qualcosa di freddo e pesante, forse era una pietra. È stato un continuo fino a quando non sono riuscito a scappare...».

Nel parapiglia anche la ragazzina è stata picchiata: «Mi pare - ha detto il giovane - che sia stata schiaffeggiata dalla donna. Ma poi anche dall’uomo che era con lei».

Tutto è durato una decina di minuti. Poi i due ragazzi sono riusciti a scappare e sono andati a chiedere aiuto agli amici che si trovavano poco distante, ma non avevano visto nulla per via degli alberi che impedivano la visuale. Il giovane - si è poi saputo - ha subito la rottura di due denti incisivi e anche altre lesioni. «Non capisco davvero perché quei due se la siano presa con me».

Sono stati i carabinieri della stazione di Barcola, davanti ai quali ha sporto denuncia, a fornire al ragazzo qualche informazione in più sui potenziali aggressori. Umberto e Marta, appunto, identificati in seguito proprio in base alla descrizione fornita dal sedicenne, e ritenuti responsabili anche del doppio pestaggio subito da Edoardo Strippoli. «È incredibile che quei due siano stati lasciati liberi di andare in giro dopo quello che avevano fatto a quell’uomo a San Giovanni - commenta con amarezza l’adolescente -. Io ho subito la rottura di due denti e la mia famiglia sta pagando costose cure mediche. E tutto per colpa di due persone che andavano fermate prima».  

Edoardo Strippoli fotografato all'ospedale poco dopo l'aggressione
Edoardo Strippoli fotografato all'ospedale poco dopo l'aggressione

L'esasperazione senza fine dell'uomo pestato due volte.  È esasperato e deluso Edoardo Strippoli, 53 anni, l'uomo che il 20 settembre mentre passeggiava a San Giovanni era stato raggiunto da un pugno violentissimo ad un occhio e che poi il 13 ottobre è stato nuovamente picchiato di santa ragione. Dalle stesse persone. E senza motivo. Vittima di due aggressori “seriali”. Che in tanti, tra gli investigatori e i residenti di San Giovanni, conoscono per nome: Umberto e Marta.

Un’odissea che l’uomo farà fatica a dimenticare. «Circa un mese e mezzo fa e poi anche il 13 ottobre - racconta - io e i mieri familiari siamo stati vittime di due aggressioni da parte della stessa persona. Una vicenda che ha dell’incredibile. In occasione della seconda aggressione si è aggiunta una donna di circa 40 anni».
 
Aggredito da un passante, rischia la vista
Edoardo Strippoli
 
Poi manifesta con forza la sua protesta. «Credo che tutti debbano sapere alcune cose. Attualmente la legge italiana, in merito ai cosiddetti reati lievi - l’aggressione dallo scorso gennaio è considerata tale - prevede che le forze dell’ordine intervenute abbiano la facoltà di applicare il fermo restrittivo in caso di flagranza di reato, reiterazione e aggressione a un minore come è stato per mio figlio».
Incalza e puntualizza: «Quando è accaduto a me, le cose non sono andate così. Perché gli aggressori, conosciuti nella zona, sono stati subito identificati e poi lasciati liberi dalle pattuglie della polizia che erano intervenute».
 
Prosegue Strippoli: «Gli agenti quando sono arrivati, chiamati dai passanti e prima dai miei familiari, hanno visto la donna che ha aggredito mia moglie e che, tenendola per i capelli, cercava di sbatterle la testa contro un auto. Sono dovuti intervenire due poliziotti per liberare mia moglie e bloccare l’altra». Poi riferendosi all’uomo osserva: «Era la stessa persona che mi aveva picchiato pochi giorni prima. È pazzesco ma è andata proprio così: un’aggressione commessa dallo stesso malvivente ai danni della vittima già presa di mira in precedenza».
 
Aggiunge ancora Strippoli: «Le pattuglie intervenute sul posto, dopo aver preso nota delle dichiarazioni degli aggressori, li hanno lasciati liberi di andarsene. E non è tutto. Dopo essere stati liberati quei due, scendendo lungo viale Sanzio, sono passati di nuovo davanti a noi e, incuranti della presenza delle pattuglie della polizia di Stato, hanno gridato a squarciagola insulti e minacce nei nostri confronti».
Quindi sbotta: «Non capisco perché gli aggressori non siano stati fermati dai poliziotti o perlomeno condotti in Questura. Non so quale insegnamento può aver tratto l’altro mio figlio, minore (che ha 14 anni) aggredito da un quarantenne. Ha riportato una prognosi di quindici giorni per lesioni varie».
 
L’episodio, come noto, si è verificato il 13 settembre in via Donatello, all’incrocio con viale Sanzio. Anche quella volta Edoardo Strippoli era uscito di casa - in questo caso con la figlia - per andare a fare una passeggiata con i due cani, due maltesi di piccola taglia. Racconta: «Sono stato aggredito all’improvviso alle spalle. Mi hanno colpito con otto pugni sulla schiena e non so neanche il perché». 
È ancora sconvolto e il volto ha ancora i segni delle tumefazioni. Aggiunge: «Non mi sento sicuro neanche a portare i cani in strada. Spero che la polizia riesca a prendere i provvedimenti indispensabili perché in questa zona gira gente pericolosa. Brutta gente. Ma finora nessuno ha fatto niente. Li hanno lasciati andare...». 
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