L’ira della Curia sul presidio antimigranti

Duro intervento contro la manifestazione in via dell’Istria. La condanna di sindacati e associazioni: «No all’odio razziale»
Di Furio Baldassi

Una presunta aggressione subìta lunedì da una ragazza in via dell’Istria, di cui le forze dell’ordine non hanno contezza e che pure la famiglia sostiene di aver denunciato, salvo poi rifiutare di fornirne copia in base a non meglio precisati motivi di privacy. Un presidio di protesta non autorizzato dalla Questura, organizzato martedì sera davanti alla mensa della Caritas per dire basta alla presenza di profughi e migranti in città. Una manifestazione degenerata presto in rappresaglia dai toni violenti, razzisti e xenofobi. Talmente irricevibili da spingere ieri persino il vescovo Giampaolo Crepaldi a prendere pubblicamente, e vigorosamente, le distanze dai protagonisti. Cronaca di quanto avvenuto in città nelle ultime 36 ore, poi ripreso e amplificato dai social. Una sequenza di avvenimenti destinata a far parlare ancora a lungo, a giudicare dalla valanga di interventi critici nei confronti della protesta scomposta andata in scena in via dell’Istria. Interventi firmati tanto da rappresentanti delle istituzioni quanto da semplici cittadini.

A firmare una delle prime prese di posizione, come detto, è stato il vescovo. «La Chiesa di Trieste riprova con fermezza qualsiasi forma di violenza fisica e verbale - il commento di Crepaldi -. Deplora coloro che fanno ricorso alle minacce e all'intimidazione nell'intento di incrementare un clima di intolleranza verso uomini e donne provenienti da paesi stranieri ed in condizioni di povertà. Chiede con forza alle istituzioni una chiara presa di distanza nei confronti di manifestazioni che non sono degne della nostra convivenza civile. Invita tutti a far tesoro dell'invito alla carità del Signore Gesù: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25, 40)».

Un messaggio forte e chiaro che che il vicesindaco Pierpaolo Roberti non sembra però recepire. «La manifestazione di ieri (lunedì, ndr) in via dell'Istria - scrive su Facebook - fa capire quanto pesante sia il clima, che solo in un modo si può rasserenare: diminuendo drasticamente la presenza di clandestini pseudorichiedenti asilo a Trieste». Insomma, dice Roberti, se Prefettura, Regione e governo sperano di stemperare gli animi «con i soliti comunicati copiaincolla del presidente di Ics in cui bolla tutti semplicemente come razzisti», alle prossime manifestazioni «ci saranno ancora più persone e chi fino a oggi ha cercato di risolvere il problema in modo istituzionale sarà li con loro». Come dire: un invito a continuare.

Invito che allarma Cgil, Cisl e Uil, pronte a condannare «una manifestazione intimidatoria e violenta, inequivocabilmente tesa all'incitamento dell'odio razziale e giunta ad un passo dall'aggressione fisica». Ma a esprimere contrarietà sono questa volta anche gli agenti di Polizia, attaccati dai manifestanti per un apparente, eccessivo zelo, e in realtà vittime a loro volta. «Troviamo ingiuste queste offese e ancor più le accuse di difendere solo alcune categorie rispetto ad altre - afferma il segretario provinciale dell’Ugl polizia, Alessio Edoardo -. Noi dobbiamo prevenire scontri o incidenti di qualsiasi tipo».

Ancora più duro il commento dell’Ics, Consorzio italiano di solidarietà: «Il clima di incitamento all’odio razziale e i connessi episodi di violenza stanno crescendo velocemente e Trieste, dietro una finta patina di normalità, sembra sprofondare nel suo peggiore passato del quale tutte le persone democratiche conservano un vivo e triste ricordo». Di qui un appello ad associazioni, forze politiche democratiche e sindacati, «affinché si argini seriamente questa deriva» e la richiesta alla magistratura «di massima fermezza nel perseguire i responsabili».

Sul caso è intervenuto anche il Garante regionale per le persone a rischio di discriminazione, Walter Citti. Auspicando che sia fatta piena luce sul grave episodio e siano accertate tutte le responsabilità individuali, il «Garante sottolinea come l'imputazione sommaria di fatti e comportamenti criminosi a intere collettività di individui, identificati solo in ragione della loro appartenenza etnico-razziale o della loro condizione di stranieri, con conseguente manifestazioni di violenza e intolleranza sociale nei loro confronti, ci riportano ai periodi di più bui della storia europea». Chiude l’ex vicesindaco Fabiana Martini: «È di una irresponsabilità gravissima e inaudita la partecipazione di alcuni esponenti delle forze politiche di maggioranza alla manifestazione di violenza allo stato puro tenutasi davanti al Teresiano. E non è difficile immaginare verso quali pericolosi scenari ci condurrà questa gestione della città come fosse la curva di uno stadio».

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