Il polo intermodale sotto la lente degli studenti

L’impiego dei fondi diventa materia di approfondimento per una classe dell’Einaudi di Staranzano
STARANZANO. Ai raggi “X” degli studenti di una scuola superiore del Mandamento, e precisamente dell’Istituto Einaudi di Staranzano, è finito, in queste settimane, il polo intermodale dell’aeroporto di Ronchi. L’opera strategica, finanziata da fondi europei e nazionali, è diventata infatti materia del progetto nazionale “A scuola di OpenCoesione” per gli studenti della quarta classe di Relazioni internazionali per il marketing. Il loro lavoro consiste nel monitorare la progressione delle varie fasi dei lavori fornendo tutta una serie di indicazioni e informazioni sulla stessa opera infrastrutturale.


OpenCoesione, spiega il docente tutor Vincenzo Caico, è «una sfida didattica e civica rivolta agli studenti. È una community formata da istituzioni, in primo luogo dal Dipartimento delle politiche di coesione della Presidenza del Consiglio, dal ministero dell’Istruzione, da associazioni e organizzazioni locali senza scopo di lucro e dalla rappresentanza della Commissione europea in Italia, che con la rete degli Europe Direct supporta le scuole a livello territoriale».


Il progetto viene monitorato nel corso di tutto l’anno scolastico attraverso la raccolta di informazioni, la realizzazione di prodotti digitali e visite dirette alle opere realizzate grazie ai finanziamenti pubblici. «I ragazzi guidati dalla professoressa Maria Gangone – sottolinea Caico – dopo aver costituito il gruppo di lavoro, denominato “Team4Fly, hanno individuato nel polo intermodale il progetto da seguire nella loro indagine. Sono supportati dal Consorzio culturale monfalconese e a gennaio saranno ricevuti dal dirigente responsabile dell’Ufficio di piano del polo intermodale, l’ingegner Stellio Vatta, per presentare il loro lavoro e raccogliere informazioni utili al monitoraggio. A orientare la classe verso questa scelta è stata la consapevolezza dell’importanza del polo intermodale quale elemento strategico per la crescita economica e l’occupazione, in virtù dei margini di sviluppo che l’opera garantirà per lo scalo aeroportuale e l’intero territorio».


Si tratta quindi, come spiegano i promotori, di un progetto del tipo “Citizen journalism”, ovvero di “Giornalismo partecipativo” che parte dalle competenze digitali per comprendere come vengono spesi i soldi pubblici a livello locale, cercando di coinvolgere la cittadinanza nella discussione sulla loro efficacia».


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