Una società guidata da Bravar per il nuovo centro congressi

La struttura aprirà in Porto vecchio per Trieste eurocapitale della scienza 2020 Il sodalizio punta a realizzarla e a gestirla. Il progetto sarà vagliato dal Comune
Silvano Trieste 13/07/2017 I siti di Trieste Capitale della Scienza 2020, Pierpaolo Ferrante
Silvano Trieste 13/07/2017 I siti di Trieste Capitale della Scienza 2020, Pierpaolo Ferrante
Si chiama Trieste Convention Center srl e ha come obiettivo la realizzazione e la futura gestione del centro congressi in Porto vecchio, utilizzando i magazzini 27, 28 e un’estensione di quest’ultimo. L’idea di far nascere questa nuova realtà presieduta da Diego Bravar e che vede alcuni imprenditori triestini impegnati in prima linea in un investimento che donerebbe alla città una struttura idonea a far ripartire il comparto congressuale, è nata nell’ambito di Confindustria.


«Durante la presentazione di Esof 2020 in Confindustria – spiega Bravar –, nell’ascoltare la descrizione del progetto da parte di Stefano Fantoni, abbiamo appreso che per le loro esigenze era sufficiente una struttura congressuale del tipo “monto, arredo, smonto”». È dalla valutazione di queste circostanze che Bravar ha lanciato un appello agli associati: «Ho spiegato che se qualcuno, se la società civile, intendeva fare qualcosa per Trieste, questo era il momento giusto», riferisce. Da quell’istante con un tam tam, con il passa parola, è iniziata tra gli imprenditori la ricerca di figure intenzionate ad esporsi con un capitale minimo di 10mila euro. Qualcuno ha già alzato la mano tanto che in poche settimane sono stati raccolti 100mila euro. Bravar preferisce non fare i nomi di coloro che hanno dato riscontro al suo appello con un “io ci sto”. Ma la visura della Trieste Convention Center srl parla chiaro e indica tra i soci Federico Pacorini, la Biovalley Investments Partner srl (Bravar ne è presidente), The Office srl, Re.Te realizzazioni tecniche, Gamap srl, la Magesta spa, Ergon Consulenti associati srl, Monticolo Sergio srl e la Rosso srl. Presidente, come anticipato, è Bravar. Consiglieri: Pierpaolo Ferrante, Cristiana Cambissa, Andrea Monticolo e Paolo Rosso. Oggetto sociale della srl è la progettazione, il coordinamento e la realizzazione di centri congressi e strutture edilizie assimilabili e connesse. Ma anche la gestione di queste realtà nonché l’organizzazione di eventi aggregativi quali congressi, convegni, conferenze e eventi culturali in genere.


«Fino al 31 gennaio accettiamo l’entrata di nuovi soci fino al raggiungimento del capitale sociale di un milione di euro». L’obiettivo è quello di raccogliere sì capitale ma pure di coinvolgere contemporaneamente figure imprenditoriali che rappresentino un valore aggiunto all’iniziativa. Trieste Convention Center, nella prima fase della sua mission, è impegnata nella stesura del progetto esecutivo di quello che è forse più corretto definire un polo congressuale e che prevede una sala da 2mila posti con accanto spazi modulari consoni a ospitare 500 e 200 persone. Il progetto esecutivo, non appena completato, verrà presentato al sindaco. «Ho lanciato fin dall’inizio l’idea che da Esof la città tragga anche il vantaggio di un centro congressi permanente – commenta Dipiazza – e non posso che essere felice che il mondo dell’imprenditoria locale, che la città, abbia deciso di impegnarsi direttamente: sono certo che alla fine Trieste potrà contare su un bellissimo centro congressi». «Se il progetto incasserà il parere positivo dell’ente pubblico – spiega Bravar – chiederemo al Comune se vuole partecipare e di indire una gara europea per avviare la realizzazione e la gestione della struttura in project financing. Noi – aggiunge – parteciperemo facendo un mutuo da affiancare al capitale racconto». La notizia della creazione della nuova società è arrivata anche all’orecchio di Federalberghi che da sempre auspica la nascita di un centro congressi. «Sono felice che imprenditori investano di tasca propria per il bene della città ma a noi ufficialmente non è stato presentato nulla: i contatti sono avvenuti solo con singoli albergatori», dichiara Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi. «Seguo con interesse l’iniziativa, attendiamo di vedere il progetto e capire quali siano le risorse a disposizione», osserva Umberto Malusà, presidente di Promotrieste. «Ritengo sia indispensabile – conclude – affrontare fin da subito la questione relativa alla gestione e alla promozione senza la quale costruiremmo un’altra cattedrale nel deserto: siamo disponibili ad investire le nostre capacità».


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