Un’impronta triestina su Coca-Cola Italia

Giangiacomo Pierini è il direttore della Comunicazione

C’è un triestino ai vertici della comunicazione della Coca-Cola in Italia. È Giangiacomo Pierini, 40 anni, da 15 a Milano e da tre anni direttore Relazioni esterne e Comunicazione della Coca-Cola Hbc Italia, complessivamente nell’azienda da otto. Dopo il diploma classico, la laurea in Giurisprudenza alll’Università di Parma, un Master in Marketing e Comunicazione d’impresa all’Accademia di Comunicazione di Milano nel 2004, nello stesso anno inizia il suo percorso professionale in Ms&L Italia-Publicis Group, dove raggiunge la posizione di Senior account. Con questo ruolo svolge attività di consulenza soprattutto nelle aree di comunicazione istituzionale e di crisi per aziende nazionali e multinazionali leader nel mercato del food&beverage, healthcare e childcare. Nel gennaio del 2010 entra in Coca-Cola Hbc Italia come External communication manager. Le sue aree di responsabilità si ampliano successivamente includendo anche la gestione del Public affairs e degli eventi. Nel gennaio 2015 è nominato Direttore Relazioni istituzionali e Comunicazione, riportando direttamente al General manager.

Pierini è anche membro del Consiglio di amministrazione del CiAl, del Consiglio generale di Confindustria Verona, del Gruppo Food di Assolombarda, vicepresidente di Assobibe, vicepresidente di Fondazione Coca-Cola Hbc Italia e socio professionista Ferpi. La strada via da Trieste è iniziata presto, dopo le scuole superiori, con un obiettivo preciso, che poi nel tempo è cambiato. «Ho scelto l’Università di Parma, anche sotto la spinta dei genitori, che mi hanno suggerito di fare esperienza lontano da casa. Mi sono laureato in Giurisprudenza, con il sogno di una carriera diplomatica. Poi dopo il militare sono arrivato a Milano, per il master, prima di cominciare il lavoro nell’ambito delle relazioni pubbliche, dove ho curato la comunicazione anche per multinazionali molto conosciute, come il Gruppo Nestlè, in particolare come consulente».

La vita dell’intraprendente triestino è vivace e si sviluppa in continuo movimento. «Vivo principalmente fuori ufficio – spiega – come punto di collegamento tra l’azienda e il mondo esterno, in particolare le varie sedi di Coca-Cola. Quella principale è a Sesto San Giovanni, ma in Italia ci sono anche quattro fabbriche, che visito quando serve. La più importante, che è anche la più grande d’Europa, si trova a Verona, con oltre 700 milioni di bibita prodotta in un anno. Sono spesso poi a Roma, per seguire le relazioni con il mondo industriale e della politica. Viaggio molto insomma, ogni tanto anche all’estero, purtroppo passo raramente dalla mia Trieste. Milano è bellissima – aggiunge –, quando mi sono stabilito qui è stato difficile, ma ora si sta molto bene, è cambiata. Sono felice di abitarci anche se, come tanti triestini, non c’è il mare e mi manca».

Un impegno, quello di Pierini nella Coca-Cola, che descrive sempre come stimolante, in continua evoluzione. «Ogni giorno c’è qualcosa di diverso. Il settore della comunicazione è quello che negli ultimi anni è stato contraddistinto dall’evoluzione più rapida. Se guardo a 15 anni fa è cambiato moltissimo, nei contenuti, nel modo di fare, basta pensare alla nascita dei social network. È necessario restare sempre aggiornati. In più devo relazionarmi sempre con realtà molto diverse, con vari interlocutori e anche questo aspetto rende il lavoro interessante, così come riuscire ad affrontare la quotidianità, fatta anche di imprevisti e istanze inattese». Tanti giovani guardano all’estero o alle grandi città come Milano, desiderosi di una strada proprio nel settore dove il triestino ha raggiunto il suo successo. Tre i consigli di Giangiacomo: «È fondamentale che i ragazzi siano curiosi, serve a crescere e a vivere diventando un professionista e una persona migliore. Il secondo suggerimento è di cercare sempre nuove sfide, non accontentarsi, fermarsi significa mettere un limite alla propria felicità. E infine avere pazienza, cosa che spesso i giovani di oggi non hanno, bisogna imparare e ascoltare, e non avere mai troppa fretta».

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