A Trieste la truffa dei ramoscelli d’ulivo “fasulli”

Il caso scoppia a San Giacomo: tre donne hanno venduto le “palme” in anticipo spacciandole per benedette

TRIESTE L’ombra delle truffe anche sui ramoscelli d’ulivo. Succede a San Giacomo. In questi giorni, e soprattutto sabato mattina, sono state avvistate tre donne che si aggiravano lungo il popolare quartiere. Vendevano mucchietti di “palme”, quelle che abitualmente si offrono ai fedeli all’esterno delle chiese la domenica che precede la Pasqua. Una tradizione religiosa attesa proprio oggi. Il gruppetto è stato visto a più riprese sia nel piazzale che nelle viuzze attorno. Le tre donne - qualcuno sostiene di origine nomade, ma non ci sono conferme certe in questo senso - si sono avvicinate a numerosi residenti per proporre l’acquisto, sostenendo di aver ricevuto l’incarico direttamente dal parroco.

Di più. Proprio per racimolare più denaro possibile, le malintenzionate hanno venduto i ramoscelli spacciandoli per benedetti. Una finzione. Non solo. In alcune circostanze, confermate da svariati testimoni, le tre donne hanno affermato che le palme sarebbero state impossibili da trovare oggi. Il motivo? Il maltempo. «Domani pioverà...il sacerdote ci ha detto che non si potrà distribuire nulla e quindi ci ha mandato già oggi in giro», avrebbero detto le truffatrici avvicinando i cittadini. Molti ci sono cascati e hanno comperato i rametti pensando fossero quelli “giusti”. Cioè benedetti. Un imbroglio a tutti gli effetti. Non sarebbe la prima volta che accade negli ultimi anni. E non solo a San Giacomo e dintorni.

Il parroco, monsignor Roberto Rosa, mette in guardia i fedeli dai raggiri. «Sono allibito - protesta il sacerdote - tante persone questa mattina sono venute da me o hanno chiamato in parrocchia per segnalare il caso e chiedere spiegazioni».

Le tre signore, ieri mattina, avrebbero tentato di ingannare anche un giovane seminarista all’interno di un supermercato mentre faceva la spesa. Ma invano: impossibile, per lui, non accorgersi che quelle che aveva davanti non erano parrocchiane mandate da don Roberto Rosa. Ma delle truffatrici che approfittano delle festività e delle tradizioni cattoliche per ottenere facili guadagni.

Don Roberto ha chiesto ai propri fedeli di segnalare altri abusi, tanto più oggi. Non si esclude che le malintenzionate possano farsi rivedere in giro con cesti d’ulivo che nulla hanno a che fare con quelli benedetti durante le cerimonie in chiesa.

Don Rosa è su tutte le furie: «Queste persone vanno per strada a vendere ramoscelli fasulli - osserva il prete - mentre gli ulivi si benedicono in chiesa solo la domenica delle palme, non certamente prima, per poi essere offerti all’esterno. In tanti sono venuti a lamentarsi, alcuni pensano che siamo proprio noi ad aver autorizzato la vendita. Ma non è vero, la parrocchia di San Giacomo non c’entra niente. Queste tre donne dicono inoltre che sarei stato io stesso ad averle mandate nel rione a causa del rischio del maltempo. Una menzogna, ovviamente, pure questa. Purtroppo c’è chi si casca. Ma ricordo che siamo di fronte a un’attività abusiva - conclude il sacerdote - quindi bisogna fare attenzione ai malintenzionati».

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