Spettro 2019 per il tram Il ritorno si allontana

Il Ministero delle Infrastrutture chiede inattese integrazioni al progetto Regione, Comune e Tt studiano una strategia: verso un vertice a Roma
L'incidente che ha coinvolto i due tram che collegano Trieste a Opicina (Trieste), 16 agosto 2016..ANSA/ ANDREA LASORTE
L'incidente che ha coinvolto i due tram che collegano Trieste a Opicina (Trieste), 16 agosto 2016..ANSA/ ANDREA LASORTE

La ripartenza del tram? Rischia di slittare al 2019. Ieri è piombata sulle scrivanie di Regione, Comune e Trieste Trasporti una lunga lettera del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che contiene una quindicina di osservazioni e richieste di chiarimenti sulla prima tranche del progetto definitivo, per ciò che riguarda binari e marciapiedi, che il Municipio aveva inviato a fine marzo a Roma per il nulla osta tecnico. I rilievi toccano tratte interessate dai restauri, le tipologie di rotaie, la misurazione della velocità del tram, i marciapiedi, i sentieri di sicurezza fino al capolinea cittadino di piazza Oberdan.

L’annuncio è stato dato ieri mattina all’hotel Savoia dal presidente di Trieste trasporti Pier Giorgio Luccarini durante la presentazione del bilancio aziendale 2017. Nel dispaccio di tre pagine il Mit, attraverso l’ingegner Elena Molinaro, il numero uno della Direzione generale per i sistemi di trasporto ad impianti fissi e il trasporto pubblico locale – Divisione V “Sistemi di trasporto rapido di massa”, chiede in quindici punti approfondimenti, per lo più mai richiesti prima dicono i diversi enti, e specificazioni. Su che cosa? Sui progetti per la manutenzione straordinaria e la sicurezza della linea del tram. Li aveva chiesti l’Ustif di Venezia, l’organo periferico del ministero, dopo l’incidente dell’agosto 2016, quando due vetture del tram si scontrarono. Questa prima parte del dossier, che il Comune aveva inviato attraverso la Regione all’Ustif per un nulla osta, conteneva solo i progetti atti a far ripartire il tram il prima possibile. Il resto è previsto entro il 2020: il Municipio e la Regione in particolare hanno stanziato in tutto quasi 4 milioni di euro. Ma a questo punto non è l’Ustif che deve gestire la pratica bensì, essendo state inserite anche delle modifiche all’impianto, il primo parere spetta al Mit. Di quali modifiche si parla? Della sostituzione di alcune parti dell’armamento ferroviario, della rimessa in sesto di alcuni marciapiedi e stazioni e della risoluzione di alcune problematiche inerenti la linea elettrica.

Parallelamente, la funicolare sarebbe anche agibile perché Trieste Trasporti ha fatto fare la revisione quinquennale e il collaudo dell’Ustif è stato positivo. I rilievi del ministero sono molto tecnici ma riguardano l’intero progetto. Il Mit vuole avere «un quadro complessivo dell’intera linea oggetto di rinnovo dell’armamento», conoscere «lo stato dell’arte dell’armamento sulle altre tratte» non comprese nel progetto, «la tipologia di sede tranviaria» in relazione al traffico urbano, quindi se il tracciato è «proprio, promiscuo, riservato ecc.». E non basta. Si vogliono «chiarimenti in merito all’adozione delle diverse tipologie di rotaie», come verranno effettuati «i raccordi tra le rotaie». E in più si esigono «maggiori ragguagli sulla lunga rotaia saldata (una determinata tipologia di rotaie serrate in un determinato modo affinché non subiscano escursioni di temperatura giornaliere o stagionali, ndr) e la redazione di un documento specifico» che ne spieghi la «realizzazione e il controllo» con allegata una nota sulle condizioni ambientali del territorio. Un altro punto interrogativo riguarda «l’ausilio» che consente al conducente il rispetto della velocità tra i 20 e i 30 chilometri all’ora.

La lista continua facendo notare alcune contraddizioni in materia normativa. Secondo il ministero, il Comune farebbe talora base su «fonti normative per lo più datate»: da qui la richiesta di capire la loro «attinenza» con il progetto. Quanto ai marciapiedi, si chiede come avverrà l’accesso dell’utenza e anche dei portatori di mobilità ridotta. Comune, Regione e Trieste Trasporti dovranno capire come e che cosa rispondere. Tra le prime ipotesi già in campo c’è quella di decidere una strategia assieme e proporre un incontro al Ministero, nella speranza di accelerare questo iter che è diventato imprevedibilmente più complesso e lungo. Si ipotizzava che il tram potesse ripartire in autunno. A questo punto potrebbe non essere così. Dopo la risposta del Comune al ministero, se tutto andasse bene, l’istruttoria per il nulla osta verrebbe chiusa, previo parere dell’Ustif e del cosiddetto Comitato tecnico permanente per la sicurezza dei sistemi di trasporto a impianti fissi, sempre interno al Mit. Partirebbero poi le gare d’appalto per individuare le ditte ancora non designate per l’esecuzione dei lavori. A conclusione, sopralluoghi e collaudi. L’ultracentenaria tranvia a funicolare, lunga 5 chilometri, è ferma dall’incidente del 16 agosto 2016.

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