È caccia ai privati per il rilancio del gasometro

Dare un futuro al gasometro del Broletto? La colossale struttura lasciata in eredità alla città dagli austriaci è da sempre un cruccio delle amministrazioni comunali. Ora l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi annuncia che il gasometro aprirà le porte in un evento nella prossima primavera. Spiega l’esponente di giunta: «È un passo necessario a far tornare la cittadinanza in contatto con i patrimoni dimenticati di Trieste, ma anche per rilanciare il gasometro, che con l’interesse su Porto vecchio e lo strumento del project financing potrebbe finalmente trovare un acquirente».
L’assessore commenta così il post pubblicato nei giorni scorsi sui social in seguito a un sopralluogo all’interno dell’edificio: «Stiamo predisponendo un progetto assieme a una nota associazione, che consisterà in una serie di incontri pubblici, magari artistici o musicali, negli edifici più preziosi del patrimonio “abbandonato” del Comune. Contiamo di cominciare in tempo per la Barcolana con un’altra struttura celebre. Per il gasometro puntiamo alla prossima primavera, ovviamente nella massima sicurezza».
L’iniziativa di “porte aperte” è propedeutica alla pubblicizzazione degli edifici, gasometro incluso, precisa Giorgi: «Ormai tutti gli operatori del settore immobiliare confermano che l’attenzione su Trieste è altissima, ancor più di quanto si possa pensare limitandosi a leggere le notizie».
Quindi questa è la proposta dell’assessore: «Abbiamo proprietà in disuso che sono inutilizzabili da parte di ente pubblico. Vanno salvaguardate, per le loro caratteristiche architettoniche e storiche, con l’auspicabile intervento economico di soggetti privati. Ergo un project financing che permetta di recuperare tali spazi, crei economia e posti di lavoro». Il discorso si estende anche ad altri edifici in mano al Comune e per il momento privi di destinazione, come l’ex mensa del Crda.
Che l’ente pubblico si ritrovi in mano strutture magnificenti in potenza ma prive di sbocco per le finalità comunali non è una situazione nuova: «Per la Fiera e per palazzo Carciotti siamo arrivati a trovare delle risposte - conclude Giorgi -. Come assessore al Patrimonio ritengo sia importante estendere il modello a tutti gli edifici di valore ma bisognosi di recupero di nostra pertinenza».—
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