«Salvate il Parco Basaglia» Progetto pronto, lavori fermi

Francesco Fain
Un luogo che fatica ad uscire dal cono d’ombra dove lo ha relegato la disattenzione di molti amministratori che, nel corso degli anni, si sono succeduti come proprietari. È il comprensorio del ex ospedale psichiatrico in via Vittorio Veneto, ormai conosciuto da tutti come parco Basaglia.
E dire che l’Erpac ha individuato, tramite un bando pubblico, un pool di professionisti a cui affidare l’incarico di sviluppare il masterplan dell’intero ambito dell’ex manicomio provinciale, per un’estensione totale di quasi 16 ettari e il progetto definitivo/esecutivo di un primo lotto d’intervento. Il pool è composto dagli architetti Luigi Di Dato (capogruppo) e Claudio Meninno (Di Dato & Meninno), dall’architetto e paesaggista Maria Cristina Tullio (Sinergo spa), dalla paesaggista Eleonora Ceschin e dall’agronomo Ivan Snidero. Il masterplan è stato consegnato dai professionisti incaricati già nell’autunno del 2019, è stato valutato positivamente dal tavolo tecnico, ed è in fase di approvazione da parte di Erpac. «Insomma, il progetto c’è, ci sono già finanziamenti a disposizione per le prime azioni del progetto: difficile capire cosa manchi ancora per l’inizio dei lavori». A rilevarlo Franco Perazza, per molti anni direttore del Dipartimento di salute mentale, curatore del progetto transfrontaliero di salute mentale del Gect e incaricato dalla Azienda sanitaria della valorizzazione del comprensorio. «Proprio nella fase emergenziale che stiamo vivendo, un progetto come questo, finanziato e immediatamente cantierabile, con evidenti ricadute nel breve periodo in termini occupazionali conseguenti ai lavori da eseguire e a lungo termine per le potenzialità più generali di sviluppo dell’area rappresenta un’occasione irrinunciabile per la città. Sono fiducioso che gli amministratori locali e regionali sapranno cogliere l’importanza e il valore del progetto e ne faciliteranno l’avvio».
Il comprensorio era stato inaugurato una prima volta il 16 febbraio 1911 come ospedale psichiatrico Francesco I. Distrutto nel corso dei bombardamenti dell’agosto 1916, era stato ricostruito ed inaugurato una seconda volta come ospedale psichiatrico provinciale il 4 giugno 1933. Ma la sua importanza e la fama che lo rendono particolarmente prezioso e conosciuto in tutto il mondo sono legate al lavoro svolto da Franco Basaglia a partire dal suo arrivo come direttore del nosocomio goriziano nel novembre del 1961. Purtroppo, quelle che erano raffinate aree verdi arricchite di piante di gran pregio hanno patito l’incuria e la trascuratezza ma, soprattutto, si è sbiadita la memoria di una storia di cui Gorizia è ancora oggi simbolo in tutto il mondo, assieme a Trieste. «Dunque un luogo importante che qualsiasi altra città avrebbe curato e valorizzato. Quando sono andato in pensione nell’agosto del 2016 - rileva Perazza - l’allora dg Pilati mi chiese la disponibilità ad occuparmi a titolo gratuito del parco, che lui riteneva un bene prezioso per la città, inspiegabilmente trascurato. Ovviamente ho accettato senza esitazione l’incarico».
Perazza ha messo tutte le sue energie e la sua passione per quel luogo. E questo lavoro ha trovato riconoscimento in una delibera della giunta regionale del 14 dicembre 2017 che ha formalizzato l’impegno a sostenere il progetto denominato “Progetto di rigenerazione urbana in chiave storico/culturale del Parco Basaglia a Gorizia”. «La novità principale è rappresentata dal fatto che, per la prima volta, si definisce un piano coerente e unitario per l’utilizzo e lo sviluppo del comprensorio, mentre la regia viene affidata a Erpac trattandosi di un progetto a valenza culturale». Le principali azioni previste nel progetto sono «lo scambio di edifici tra Azienda sanitaria e Regione per un loro utilizzo più appropriato; il recupero e la riprogettazione delle aree verdi; il recupero degli edifici a tutt’oggi non utilizzati; l’avvio di un innovativo partenariato pubblico-privato per la divulgazione della storia dell’ex ospedale psichiatrico, la gestione di un “punto informativo” rivolto ai molti gruppi che annualmente vengono a visitare il parco, la valorizzazione del parco come luogo fruibile dai cittadini comprendente la creazione di un punto ristoro. Tutte operazioni che in parte già sono avviate e creano opportunità lavorative per le persone con disturbo mentale, come è insito nello spirito di intervento del privato sociale».
«Anche molti progetti sanitari del Gect animeranno il parco in una virtuosa sinergia transfrontaliera», conclude orgogliosamente l’ex direttore del Dsm, Perazza. Ma occorre passare all’azione. —
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